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Ultimi film in proiezione, chiude il cinema Odeon a Piombino
Con febbraio termina l’accordo tra proprietà e gestore Ginevra Giorgi: «Dispiace, ma era impossibile andare avanti»
PIOMBINO. Un altro pezzo di storia locale si perde. Il cinema Odeon di via Lombroso, dopo 76 anni di attività, si prepara a proiettare l’ultimo film. Addio amaro, segnato dall’ennesima difficoltà che le sale cinematografiche storiche incontrano in un’epoca dominata dalle piattaforme digitali. Ultimo spettacolo dedicato a Captain America: Brave new world, quasi un simbolo di resistenza, ma stavolta il finale è già scritto: la chiusura è definitiva.
Concluso l’accordo tra proprietari e gestore. Da tempo la proprietà ha presentato in Comune un progetto di riqualificazione, che prevede la costruzione di appartamenti e, come imposto dalla normativa, una piccola sala cinematografica. «Siamo dispiaciuti – dice Patrizia Gualerci – . Dopo 38 anni di gestione. La sala avrebbe potenzialità, ma dopo tanti tentativi non si può fare altro».
Dal lato della proprietà, Ginevra Giorgi – che condivide l’edificio con Mario Giorgi e Roberta Rossi – spiega: «Dispiace davvero, ma era ormai impossibile andare avanti. La struttura è enorme e necessita di un intervento profondo. Piombino si sta spegnendo e il Comune non ci ha supportato, né ha fatto nulla per rendere più attrattiva la città pure per possibili investitori».
Da dire che il cinema non è mai stata un’attività “normale”, ma luogo dove si incontrano amici e ci si attendono emozioni, risate, pianti, socializzazione. E l’Odeon affonda le sue radici nel dopoguerra. Realizzato da Lando Civilini, con i fratelli Ferruccio ed Edoardo Benci, sopra la struttura del vecchio Savoia, cinema e dancing all’aperto dove si giocava persino a bocce. Nell’età d’oro di Hollywood – fino agli anni Sessanta – pure in città di sale ce n’erano quattro: il Sempione, il Metropolitan, il Supercinema e, appunto, l’Odeon.
«Mi hanno sempre parlato dell’inaugurazione nel 1949 – ricorda lo storico locale Mauro Carrara – e in programma c’era la proiezione Il cigno nero con Tyrone Power. L’Odeon è sempre stato il cinema delle grandi prime visioni. E non solo: dagli anni Cinquanta ha ospitato spettacoli memorabili di rivista, con artisti come Dapporto, Delia Scala, Wanda Osiris e Rascel. Davvero triste vederlo chiudere».
Per Elena Pecchia Canessa, invece, la chiusura dell’Odeon è la fine di un pezzo della sua infanzia: «Ho vissuto proprio di fronte all’ingresso del cinema, in un appartamento dove abitavano i miei nonni e i miei genitori. Mio padre aveva lì il suo ambulatorio. Mia madre e mia zia , giovani mogli, passavano le serate alla finestra a osservare i piombinesi che andavano al cinema – racconta , vestiti eleganti come se partecipassero a un evento speciale. La passione per il cinema è nata in mio padre proprio all’Odeon, e l’ha trasmessa a me insieme all’amore per la storia e per il mare».
Insomma dal primo marzo, a Piombino l’unico cinema superstite sarà il Metropolitan, destinato a un’imminente ristrutturazione. E,come sempre capita, la notizia della chiusura dell’Odeon ha diviso l’opinione pubblica. Tra i cittadini c’è chi si rassegna e chi protesta, convinto che il cinema sia ancora un’esperienza insostituibile. Insomma per i più appassionati il cinema non è finito, ma di sicuro bisogna stare al passo coi tempi. L’evoluzione tecnologica e le nuove abitudini del pubblico hanno reso la sopravvivenza delle sale indipendenti sempre più complessa.
E non tutti vedono di buon occhio il progetto immobiliare. Il timore di perdere un altro pezzo di memoria collettiva è forte. Non mancano i residenti a cui – pur consapevoli dello stato di abbandono pure di questa parte di città – spiace una possibile,profonda trasformazione della struttura. Il timore? Che sia l’ennesima occasione persa per Piombino. «Non basta una piccola sala dentro un complesso residenziale – si sussurra al bar – per sostituire quello che è stato l’Odeon...». Mentre l’insegna del cinema si prepara a spegnersi per sempre, resta la nostalgia per un’epoca in cui il grande schermo rappresentava un’altra bella occasione d’incontro. L’ultima proiezione non segnerà solo la fine di una programmazione, ma il sipario che cala su un altro tassello di vita dei piombinesi.
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