Il Tirreno

Ex cokeria, indagini in chiusura per verificare dove è l’amianto

di Luca Centini
Nella foto quel che resta dell’ex cokeria
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Nella foto quel che resta dell’ex cokeria

Si attende l’ok per avviare la demolizione della batteria forni

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PIOMBINO. I tempi sono stati più lunghi del previsto. Ma del resto la partita è particolarmente delicata dal punto di vista dell’ambiente e della salute pubblica, vista la presenza di amianto nelle aree oggetto dello smantellamento industriale. Sono giorni decisivi per l’operazione di demolizione e bonifica della batteria forni dell’ex cokeria. Un’operazione complessa e particolarmente attesa. Proprio nei giorni in cui, a pochi chilometri fuori dal confine della proprietà dello stabilimento Jsw, si è concretizzata l’imponente demolizione delle due torri dell’ex Centrale Enel di Tor del Sale, i tecnici della ditta F&R Industriedemontage und Abbruch (la stessa che ha demolito le strutture dell’ex area a caldo e l’Afo-4) stavano compiendo gli ultimi passaggi di un’indagine che si è protratta per giorni è ha compreso numerosi carotaggi indispensabili per censire in modo puntuale le aree con amianto presso la batteria forni della cokeria dismessa. In seguito al risultato delle indagini sarà calibrato un progetto di intervento che, nel 2025, farà scomparire un altro pezzo della vecchia fabbrica a ciclo integrale, dismessa dopo la fermata definitiva dell’altoforno, smantellato solo pochi mesi fa. «Questa fase di indagine è ancora in corso – spiega Francesco Mangani, direttore generale di F&R – probabilmente si concluderà questa settimana. In seguito a queste indagini sarà realizzato il progetto per la demolizione della batteria forni. Le indagini sono importanti per definire in modo preciso e senza dubbio le aree con presenza di amianto. Non tutta la batteria forni ha l’amianto, alcune zone sì. Noi siamo andati a verificare con precisione quali sono queste aree. In settimana faremo una riunione con l’ente demandato alla valutazione di questa tipologia di intervento, che è l’Asl Toscana Nord Ovest, dopodiché, coerentemente con il loro confronto, svilupperemo il progetto definitivo a brevissimo, perché abbiamo già le idee su come intervenire».

 L’operazione ha subito dei ritardi, se si considera che l’idea era definire un piano di azione già all’inizio di settembre, per avviare così il cantiere nei primi giorni di ottobre (la chiusura definitiva dell’intero cantiere dell’ex cokeria è prevista entro la fine di marzo 2025). «Sono operazioni complesse, non ci si può inventare nulla – aggiunge Mangani – Anzi, bisogna sempre essere molto prudenti in questo tipo di interventi. Il tempo si è dilatato perché vogliamo fare le cose con la massima accortezza. Se le indagini così come fatte da noi saranno accettate dall’ente, potremo pianificare l’intervento. Se invece saranno necessari altri approfondimenti, evidentemente saremo costretti a farli. Se tutto va bene si potrà iniziare con la demolizione per i primi di dicembre, con un lasso di tempo medio lungo (4-5 mesi), anche se è prematuro definire un cronoprogramma in questa fase. Adesso stiamo facendo demolizioni minori e pulizia delle aree. Poi dovremo demolire due ciminiere all’inizio dell’anno, ma quelle strutture non hanno problematiche particolari sul fronte amianto».

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