Il Tirreno

Inganno scoperto

«Suo figlio ha investito una donna» Ma l’anziana smaschera la truffa

di Cecilia Cecchi
«Suo figlio ha investito una donna» Ma l’anziana smaschera la truffa

Una mamma di 86 anni raggiunta al telefono fisso ha evitato il raggiro

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PIOMBINO. Si parte dal coinvolgimento di uno dei figli. Poi il racconto del drammatico incidente con una donna incinta ferita grave. Tutto con una telefonata che arriva “dagli uffici dei carabinieri”. Una mamma, che abbia 86 anni come nella realtà o meno, si sarebbe fatta prendere dalla disperazione. «Ormai tremavo – dice Lucia (nome di fantasia ndr) – poi dai discorsi ho capito, con questo poco cervello che resta e va oltre le emozioni, che non doveva essere proprio vero».

A Piombino tanta paura, ma truffa smascherata. Mezzogiorno passato. Lucia, 86 anni, è intenta a preparare il pranzo nella tranquillità della cucina. Poco prima ha parlato con il figlio maggiore per accordarsi sul pranzo di domenica. Squilla il telefono fisso di casa. «Rispondo, una voce giovane mi domanda “casa Talditali” e io dico sì...spesso telefonano vecchi amici di mio marito scomparso anni fa per parlare. Infatti questa persona mi cita proprio il nome di mio marito domandando come si chiamano i miei figli. Poi mi chiede se sono sola in casa». L’uomo si presenta come incaricato dal primogenito di chiamarla dagli uffici dei carabinieri e la voce prosegue entrando nel vivo di quello che pare un dramma: «Signora, mi dispiace, devo comunicarle una cosa molto grave». Il tono si fa serio.

Lucia sente il cuore accelerare mentre le viene dipinto uno scenario straziante. «Suo figlio ha avuto un incidente. Non ha rispettato uno stop e ha investito una donna incinta, che è ferita gravemente».

La mente della mamma corre all’impazzata, la tremarella la invade, e le immagini del figlio e di una sconosciuta in pericolo si sovrappongono, generando confusione e paura. Il tizio diventa sempre più pressante: «Il fratello è già corso all’ospedale da lui, ecco perché suo figlio mi ha chiesto di chiamarla. Ha bisogno di un avvocato perché potrebbe rischiare fino a quattro anni di carcere. Solo lei può aiutarlo». Ma proprio in quel vortice di angoscia, Lucia sente dentro di sé qualcosa che non torna. Inizia a ricordare i dettagli della sua chiamata con il primogenito, pensa al figlio minore, che vive e lavora lontano: com’è possibile che in così poco tempo sia arrivato a Villamarina? Prende fiato, e con una forza che neppure lei sa di avere, risponde con voce ferma: «Ai miei figli ci penso io!» dice. E chiude la chiamata.

Ma le mani tremano ancora. Chiama immediatamente il primogenito, che risponde sereno, ignaro di tutto, rassicurandola e riportandola alla calma. Lucia, ancora scossa, cerca di superare la paura come può.

«Come ho fatto? Con un bel piatto di pasta! » sorride, con un po’ di sollievo. Ma resta l’amarezza per una situazione che avrebbe potuto turbare chiunque, e che lei stessa ha potuto fronteggiare grazie a un pizzico di lucidità in più.

Subito dopo, avvisa le amiche, racconta tutto, perché siano pronte a riconoscere un tentativo di imbroglio simile.

«I truffatori sapevano l’indirizzo, qualche informazione sulla famiglia, ma poi hanno sbagliato e a entrare in casa non ci sono arrivati . Guardo la televisione, leggo il giornale, di situazioni così, purtroppo, ne capitano tante» sottolinea.

Questa volta i malviventi non hanno avuto successo, ma Lucia sa quanto sia importante mettere in guardia anche gli altri, perché non sempre è facile distinguere la verità dall’inganno quando si toccano sentimenti profondi come l’amore per i figli.


 

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