Fornacelle il caso alla Procura
Il sindaco: «Lavori iniziati e comunicati al Comune con una Scia la domenica sera». L’amministrazione pronta a tutelare il diritto di accesso alla spiaggia in tutte le sedi
RIO. «Da gennaio un privato ha intrapreso dei lavori di messa in sicurezza idraulica di un fosso demaniale nella sua proprietà, riprofilandone il corso e riportandolo ai livelli originari». È la premessa del sindaco di Rio Marco Corsini sul caso Fornacelle.
Si tratta di un intervento autorizzato da Genio civile, la Regione e Parco Nazionale. «Lavori che incidevano su una confinante attività commerciale e che hanno dato vita a un rapporto alquanto contrastato fra le due parti, ma si trattava – e lo rimane – di un contrasto tra privati, rispetto ai quali il Comune ha sempre tenuto un atteggiamento doverosamente equidistante. Va detto che durante i sopralluoghi che sono stati effettuati dal personale del Comune e non solo, visto che le richieste di controllo erano pressoché quotidiane, nessuno ha mai rilevato profili di difformità rispetto ai progetti approvati».
L’equilibrio salta il 6 ottobre. «C’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. È successo che, con una Scia comunicata in maniera abbastanza discutibile domenica sera, e con i lavori cominciati nell’immediatezza della sua comunicazione, si è dato il via alla rimozione di un muro che ha portato al collassamento della strada che portava alla spiaggia. Fra l’altro il Comune ha ricevuto la Scia soltanto il giorno dopo, e sarà la Procura della Repubblica a verificare se questo costituisca o meno reato. A prescindere dal fatto che questi lavori fossero stati o meno autorizzati, l’esigenza che questa strada rimanesse era stata più volte segnalata, anche in maniera abbastanza pressante, sia dal Comune che soprattutto dalla Capitaneria di porto, che è titolare dell’interesse dello Stato alla fruibilità del demanio».
La strada ha le necessarie autorizzazioni?
«È una questione aperta, perché c’è chi sostiene che l’ultimo tratto della strada che portava alla spiaggia fosse abusivo. In realtà, scontiamo un disordine amministrativo pesante derivante dagli ultimi decenni, quindi sono in corso accertamenti per capire se esista o meno un titolo abilitativo».
È un aspetto non da poco.
«È un problema di secondo livello, perché quello che conta non è tanto la legittimità o meno della strada, quanto che c’era un percorso di accesso alla spiaggia che per trent’anni, ancorché su una strada privata, è stato pacificamente esercitato dalla nostra comunità. Questo diritto di passo deve essere garantito, come ha chiesto la Capitaneria, soprattutto per l’accesso dei mezzi di sicurezza pubblici, come i mezzi antincendio, le ambulanze e i mezzi destinati alla pulizia. La comunità ritiene che questo sia un diritto acquisito e noi non possiamo fare altro che metterci dalla parte del nostro paese».
Quali iniziative ha adottato il Comune?
«Il Comune, quando si è verificata questa situazione, che a mio avviso è una pesante forzatura, ha immediatamente sospeso i lavori. E ora, anche per obbedire a una forte e decisa sollecitazione da parte della Capitaneria di porto, che tutela il demanio, dovrà ingiungere il ripristino, se non della strada, del percorso di accesso alla spiaggia. Finché la questione ha riguardato i privati non abbiamo potuto fare altro che rimanere equidistanti, ma quando tutto il paese si mette contro una certa questione non possiamo che rappresentare la nostra gente, che chiede di poter avere accesso a una delle spiagge più belle del territorio. Tuteleremo questo diritto nelle sedi più opportune».
Sindaco lei sarà presente alla manifestazione pubblica sulla spiaggia delle Fornacelle che si terrà domani?
«Accolgo favorevolmente la manifestazione, quando tutte le persone si uniscono per un interesse comune questa è la forma più manifesta di democrazia. Noi non ci saremo, ma non perché siamo distanti o perché siamo in dissenso verso chi manifesta: il motivo è la pesante campagna di disinformazione, agitata da odiatori di professione, che puntualmente si manifestano e ha indotto parte della gente di Rio ad avere un atteggiamento ostile nei confronti della amministrazione comunale, che viene ritenuta ingiustamente in parte responsabile di questa situazione. Non ci saremo ma questo non vuol dire che non siamo d’accordo se riusciremo a far passare il messaggio giusto, la gente capirà che l’amministrazione sarà sempre pronta a difendere i suoi diritti».
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