Gioco
Preoccupa lo stallo sull’acciaio A ottobre si ferma il treno rotaie
I sindacati confidano in un intervento risolutivo del ministro Urso
PIOMBINO. A ottobre il treno rotaie si ferma. E, di conseguenza, saranno in cassa integrazione tutti i 1.500 addetti dello stabilimento Jsw di Piombino. È in questo contesto, particolarmente difficile, che si gioca il futuro del polo siderurgico di Piombino. Sono gli stessi sindacati, in attesa di segnali da Roma, a fare il punto della situazione sulla fabbrica. La proroga di altri 12 mesi di cassa integrazione per Piombino Logistics non può certo bastare a rasserenare un clima che, giorno dopo giorno, si fa più pesante intorno agli impianti dell’area industriale di Piombino. «In questo scenario ancora di incertezza, è certamente un elemento importante la proroga della cassa integrazione di altri 12 mesi per i 117 addetti della Piombino Logistics – spiegano dalla Uilm – ma è stato più volte ribadito che la ripartenza è legata alla firma degli accordi e alla realizzazione dei piani industriali con la convivenza dei due gruppi. Resta la forte preoccupazione dei sindacati per questi continui ritardi, per questo chiedono aggiornamenti e un intervento decisivo del Governo, perché non ci possiamo permettere di perdere l'unica opportunità di sviluppo per Piombino». Ad oggi, infatti, manca ancora la ratifica dell’intesa sulla ripartizione delle aree tra le due multinazionali (Jsw Steel e Metinvest - Danieli) che secondo il piano del governo dovrebbero dare gambe a un piano di rilancio condiviso del polo dell’acciaio. Dopo l’annuncio del ministro Adolfo Urso, che dava l’intesa per fatta in seguito al faccia a faccia con il magnate indiano Saijan Jindal, siamo ripiombati in uno stallo. L’obiettivo del governo è arrivare a stipulare due accordi di programma con Jsw Steel e con Metinvest - Danieli alla fine del mese di settembre. E invece, ad oggi, manca ancora l’intesa sulle aree, il primo mattone dell’intero progetto che i lavoratori di Piombino attendono ormai da tempo. Allo stallo della trattativa seguirà, a breve, anche lo stallo produttivo. «A ottobre si fermano le linee dell'unico impianto attualmente in produzione, i magazzini sono pieni e non ci sono altre commesse per le rotaie – spiegano da Uilm – Le commesse statali di Rfi sono legate alla firma del nuovo Accordo di Programma che il gruppo Jsw di fatto sta tenendo ancora in stallo non avendo ratificato l'intesa per la suddivisione delle aree con Metinvest Danieli».
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