Sicurezza
Attacco di lupi, è strage di pecore: gregge decimato a Sant’Andrea: «Mai visto un branco così grosso»
L’azienda agricola si trova a Lustignano, al confine tra Monteverdi e Pomarance e conta 600 ovini tutti certificati
MONTEVERDI. Carmelo Carrai è disperato: alle prime luci del giorno un branco di lupi ha fatto strage del suo gregge di pecore, ne ha contate almeno quaranta a terra, morte scannate. «Gli attacchi sono continui, non ci si può assentare mai – dice –. Se la situazione non cambia, è meglio chiudere e prendere il latte all’estero».
I Carrai sono una storica famiglia di pastori con una bella azienda agricola, la Sant’Andrea, a Lustignano, comune di Pomarance sul confine con Monteverdi: 600 ovini, tutti certificati. L’assalto s’è scatenato all’ora della prima mungitura. «Erano tanti, 19 erano, mai visto un branco così grosso», sostiene Carmelo Carrai. A guardia del gregge c’erano numerosi cani, non sono bastati a tenere lontani i lupi, loro stessi sono stati aggrediti e feriti.
Il racconto dell’allevatore s’interrompe sopraffatto dalla rabbia, poi cede allo sconforto: «Mi viene da piangere». La strage non è solo l’esplosione di una violenza animalesca, è anche un danno grave, difficilmente stimabile a caldo.
Le decine di pecore stese a terra senza vita, uccise mentre aspettavano di essere munte, rappresentano per l’azienda Sant’Andrea anche una perdita secca di produzione di latte. Le carcasse, dopo il sopralluogo del veterinario, andranno incenerite e sono spese che si aggiungono, e i rimborsi un tanto al capo abbattuto non coprono la perdita reale.
Ma poi la strage va oltre quella visibile delle carcasse straziate e radunate nel recinto dell’azienda, ci sono «effetti collaterali» che emergeranno nei prossimi giorni e via via andranno a ingrossare le cifre del disastro.
Carrai ha visto delle pecore con le gambe spezzate nella corsa per mettersi in salvo, altre sono rimaste ferite, diversi capi si sono dispersi nei boschi: quanti sopravviveranno ai probabili nuovi attacchi dei lupi affamati rimasti nei dintorni? «Vanno a colpire dove è più facile, mentre con i cinghiali sono più cauti», afferma il pastore.
L’allevatore di Lustignano invoca provvedimenti urgenti ed efficaci; ed essendo abituato a lavorare con gli animali, rispetta perfino quelli che hanno fatto strage nel suo gregge. «Qui attorno abbiamo tre riserve naturali (Caselli, Monterufoli e Berignone, ndr), li mettano là, i lupi, dove non possono fare danni e colpire i sacrifici di una vita».
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