Il Tirreno

Macchia, la cagnolina da tartufi che invece di trovarli preferisce salvare le persone

di Giorgio Piglia
Daniele Novelli con il cane Macchia
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Daniele Novelli con il cane Macchia

L’intesa con il suo conduttore Daniele è immediata: «Basta lo sguardo e quando va in una direzione ha sempre ragione lei»

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MONTEVERDI. È nell’organico della protezione civile di zona, appoggiato alla Misericordia. È un elemento molto efficiente e di grande utilità quando si devono affrontare situazioni drammatiche e il tempo può essere la linea di confine tra la vita e la morte. Si chiama Macchia, ha sette anni ed è uno dei pochi cani “mantrailing” (cani molecolari) presenti in Toscana: di razza lagotto, deve il suo nome al manto a chiazze bianche (come i cani della “Carica dei 101”) , è docile e affettuoso, in una serie di test volutamente complicati ha dimostrato capacità sorprendenti nel seguire le tracce dell’uomo e nella ricerca di elementi interessanti per un’indagine.
Dal tartufo alla ricerca delle persone
«Quando l’ho preso – racconta Daniele Novelli venturinese trapiantato a Monteverdi – aveva solo tre mesi e pensavo di farne un cane da tartufo. Poi i contatti con l’educatore cinofilo Luca Barbieri di Sarzana e Simona Grassi di San Vincenzo e uno stage di prova mi hanno convinto ad indirizzare Macchia verso un’attività più utile all’uomo della ricerca dei tartufi».
Nell’affrontare questa esperienza Macchia e il suo conduttore Daniele sono fisicamente legati da una “lunghina” di cinque metri, ma «funzionano molto di più gli sguardi» e un senso di reciproca comprensione, maturato durante i continui allenamenti nei boschi attorno al paese e nelle giornate trascorse insieme. «Macchia non ha mai sbagliato, il conduttore a volte sì – confessa Daniele – è una sensazione strana… il cane ha sempre ragione. Lo ha dimostrato tutte le volte che è stato messo alla prova per ottenere il brevetto: in un test con sei persone – prosegue – . Macchia ha trovato senza esitazioni quella da cercare; portato nel sotterraneo buio di un maniero ha centrato l’obiettivo quattro piani sopra».

Segue le tracce di Dna

E via di successo in successo seguendo le tracce di Dna rilasciate da un respiro, da una goccia di sudore, dallo strofinio della pelle su una superficie. «Anche a tanti chilometri di distanza», garantisce l’appassionato conduttore del “mantrailing” monteverdino. Entro quest’anno Macchia affronterà gli esami per il brevetto di secondo livello (una grande città come campo di ricerca) , l’anno prossimo il terzo (dovrà trovare il bandolo di una matassa fatta di complicati “scherzi” devianti). Poi sarà pronto per affrontare qualsiasi chiamata in Italia e in Europa, come effettivo del gruppo di unità cinofile di soccorso K9LBSAR fondato da Luca Barbieri di Sarzana dopo un’esperienza di studio ad hoc in Texas. Per trovare indizi risolutivi in complicate indagini. Per ritrovare persone disperse nei boschi. Per aiutare chi si trova in pericolo e forse gli dovrà la propria vita: Macchia, fatti onore.


 

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