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Elba, lite tra i paesi confinanti per Renato Zero: due concerti tributo in poche ore e parte il veleno
Due tributi “sorcini” in 48 ore, il sindaco di Porto Azzurro non ci sta: «Ci rubano le idee»
Porto Azzurro «Il concerto no, non lo avevo considerato». Non c’è pace fra i due paesi confinanti, Porto Azzurro e Capoliveri. Questa volta il pomo della discordia lanciato proprio nel periodo ferragostano, quando l’Elba tocca i vertici di presenze turistiche, è rappresentato dal tributo a Renato Zero. Sì, avete capito bene.
Il sindaco sul piede di guerra
Il 14 agosto, infatti, si è tenuto lo spettacolo di una tribute band sorcina nella piazza principale di Capoliveri, e domani, 16 agosto alle 21,30 a Porto Azzurro andrà di scena un revival simile dedicato al cantante romano. Una combinazione? Non esattamente. Piuttosto la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della tolleranza, secondo il punto di vista degli amministratori di Porto Azzurro.È così che Maurizio Papi, armato di penna, ha scritto al Tirreno denunciando pubblicamente quella che per lui è una “concorrenza sleale” dei colleghi collinari. «Noi – si legge nella lettera – sulla scia di eventi analoghi che hanno sempre riscosso un grande consenso, abbiamo organizzato, prenotandola fin dagli ultimi mesi del 2023, la cover band di Renato Zero per la sera del 16 agosto. Poi siamo venuti a conoscenza della notizia (che credevamo inizialmente una fake news) che anche a Capoliveri, ma per il giorno 14 agosto, si sarebbe tenuto uno spettacolo analogo, cioè un tributo a Renato Zero. Così non va proprio bene».
Una faida antica
Che non scorresse buon sangue fra i cugini confinanti era una cosa risaputa fin da quando, nel 1906, da una costola di Porto Longone (si chiamava così Porto Azzurro durante la dominazione spagnola) si staccava Capoliveri, costituendosi Comune autonomo, ma copiando nello stemma anche il delfino che era emblematico del primo Comune. Passi l’intitolazione delle piazze principali di entrami i paesi a Giacomo Matteotti. Arriviamo ai nostri giorni con la storia del lampioni che Papi fece installare dal bivio di Mola fino all’entrata di Porto Azzurro innestando l’ira di Capoliveri che aveva invece la strada al buio. Infine la contesa della spazzatura, nata quando Capoliveri adottò il porta a porta, mentre Porto Azzurro applicava il conferimento dei resti domestici nei bidoni contraddistinti in base ai diversi materiali. La giunta Papi denunciò il comportamento di alcuni residenti capoliveresi che si servivano dei cassonetti di Porto Azzurro, facendo aumentare il volume degli scarti.
"Soffiano sul fuoco della prepotenza furbesca"
Oggi, c’è il ‘revival copiato’. «Abbiamo chiesto a chi organizza per noi lo spettacolo – scrive Papi – se si trattava del medesimo artista che si sarebbe esibito a Porto Azzurro. C’è stato assicurato che si trattava di altro soggetto. Non solo: ci è stato riferito dal nostro organizzatore che l’artista stesso era stato interpellato dopo di noi per lo stesso spettacolo ricevendone un corretto e giusto rifiuto. La Pro Loco di Capoliveri ha allora percorso altre strade per ottenere il proprio scopo, nonostante più volte anche quella amministrazione comunale fosse stata avvisata di questa incongruenza dichiarandosi, stranamente, impotente a poterla correggere (e questo non lo capisco, anche perché la Pro Loco capoliverese programma e lavora con i soldi della propria amministrazione comunale)». Due spettacoli simili in due giorni diversi in comuni limitrofi. C’è rischio che qualcuno subisca il forfait di spettatori. «Qualcuno – conclude Papi – soffia sul fuoco del dispetto e della prepotenza furbesca. Ognuno si dia una risposta. Io me la sono già data, anche se non mi piace».
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