Gioco
Isola pedonale ed ecologica Tutti i dubbi dei negozianti
Il progetto dell’amministrazione comunale all’incrocio di via Galilei Il cantiere annunciato a luglio dovrebbe partire dopo il Ferragosto
PIOMBINO. Già accerchiato da cassonetti, con la previsione di affacciarsi presto sulla postazione di raccolta rifiuti. Situazione intollerabile per Manolo Cinus, “Shardana prodotti tipici Sardi” via Galilei 62.
A far da sponda con «vista spazzatura in sicuro peggioramento» Roberto Bellucci, New fishing team colmic via Copernico 1. Si tratta di forzata condivisione di una non bella prospettiva sull’incrocio tra due vie centralissime.
«L’articolo 5 del Codice della strada – dice Cinus – parla chiaro: non ci devono essere cassonetti davanti a un’attività commerciale né davanti a un palazzo se non alla distanza di 5 metri. Ho fatto una richiesta in Comune di spostarne due, ma niente. La cosa si trascina da giugno. Stamani (ieri ndr) ho fatto l’ennesima telefonata ma negli uffici non c’è nessuno, tutti in ferie. Ma il disagio che ho qui con questi cassonetti frontali – prosegue – è aggravato dall’idea della futura “isola ecologica”: la stessa creazione di questo spazio centrale per i cassonetti non va. L’isola pedonale è un’area urbana all’interno della quale viene vietata la circolazione dei mezzi, sia pubblici che privati. Secondo l’aticolo 3 del Codice della Strada, è riservata ai soli pedoni, bici, mezzi di emergenza o per disabili. Può esser attraversata da un pedone per mettersi in sicurezza. E i cassonetti non andrebbero messi lì – aggiunge Cinus – . Vediamo che cosa capita una volta fatta e la gente ci abbandonerà di tutto. E pure il laboratorio che si affaccia su via Lombroso ha cassonetti davanti: a tutte le ore con immondizia lasciata fuori. Da aggiungere poi pure la chiamata – sottolinea Cinus – per la disinfestazione da blatte e topi; la mattina dopo alle 5 hanno installato la casetta fuori dal negozio, eppure per legge con un certo numero di bidoni dev’esserci una trappola; è stato fatto per accontentarmi e farmi stare zitto».
Preoccupazione crescente per questo nuovo sistema di raccolta annunciato dall’amministrazione a metà luglio, già indicato con la segnaletica. «A breve – si spiegava via social – inizieranno i lavori. Sarà realizzata un’isola con marciapiedi rialzati e rivestimento di betonelle, in modo da essere coerente con il contesto, e saranno posizionati pannelli di corten su due lati per garantire ulteriore decoro. La riorganizzazione del punto di raccolta consentirà il posizionamento dei cassonetti lontano dalle attività commerciali, con un miglioramento per tutta l’area».
«Certo non tratto cibo, ma attrezzature sportive – interviene Roberto Bellucci – ma non mancano i timori per quest’area segnalata da un cordolo e con cassonetti in mezzo. Il rischio? Che diventi in breve tempo una discarica a cielo aperto. Come potranno fermarsi le auto? Qualcuno si libererà del sacchetto aprendo il finestrino. Immagino le bombole già abbandonate sui marciapiedi. E per fare pulizia all’interno coi i mezzi? All’entrata della città, verso il centro storico, come scelta non è delle migliori».
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