Gioco
Frana parte della duna: affiorano nuovi reperti sulla spiaggia di Baratti
Da Parchi alla Sovrintendenza: «Recupero immediato»
BARATTI. Cocci che già alla prima occhiata si dimostrano diversi da quelli “moderni”. Poi, a fare capolino dalla sezione di duna franata a ridosso degli ombrelloni, ecco pure delle ossa. Più che semplici indizi per una nuova, tanto casuale quanto eccezionale, scoperta di reperti archeologici, nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 8 agosto, a Baratti. Di scena all’evento l’area di spiaggia a ridosso del Casone, su una porzione della duna, dove si dev’essere verificato un ennesimo piccolo smottamento, tanto da far diventare chiaramente visibili strati di reperti con parti di vasellame e un certo numero di ossa.
La segnalazione
Ieri, poco dopo le 15, la segnalazione di quanto successo alla Parchi Val di Cornia da Marco Mussio luogotenente della guardia di finanza ora a Pavia (ma già a Cecina e in realtà originario di Campiglia, «i ricordi legati a Villa Mussio, a mio nonno», sorride). «Amo sempre venire a Baratti al mare con la mia famiglia – ricorda Marco Mussio – e stavolta siamo arrivati un paio di giorni fa. Niente da segnalare come sempre. Però oggi, evidentemente, deve essere accaduto qualcosa proprio in questo punto della sezione di duna che chiude la sabbia. Prima ho visto i resti di vasellame – aggiunge – poi soprattutto frammenti di ossa, forse umane o di qualche animale, magari cinghiali. Questo posto è davvero eccezionale, uno scrigno ovunque».
Nel Golfo
Natura e memoria insieme nel Golfo di Baratti: dalla necropoli di san Cerbone a Populonia. E pure qui a ridosso della necropoli di Casone che “racconta” molto e a sorpresa anche quando non piove o non ci sono mareggiate. Ormai quasi limitrofi alla spiaggia ci sono delle monumentali tombe di epoca etrusca in più le varie mareggiate degli ultimi anni, oltre ad erodere la spiaggia, hanno aiutato a scoprire sepolture etrusche, persino sulla spiaggia.
Alcuni resti dei vasellami (foto Paolo Barlettani)
La storia
Pure sulla messa in sicurezza di questa zona di ricerca sono stati impegnati per anni (fino al 2022) universitari con Trust Sostratos e Soprintendenza. Testimonianze archeologiche che spaziano in un lunghissimo arco di tempo, tra le varie fasi della vita di Populonia in età etrusca e poi romana.
«Ecco che rendendomi conto dell’importanza della situazione – conferma Mussio – ho subito segnalato quanto successo alla Parchi». Come sempre succede nel caso di ritrovamenti fortuiti fuori dall’area parco, immediata la segnalazione alla Sovrintendenza. «In pochissimo tempo – sottolinea Marco Mussio – polizia municipale a transennare l’area, guardia costiera e Sovrintendenza. I reperti archeologici sono stati rimossi». Normale curiosità tra i bagnanti.
Insomma nessun nuovo scavo a ridosso della spiaggia, dove vengono garantiti interventi d’emergenza com’è accaduto ieri, ma la storia si rivela da sé. Succede e succederà ancora, a Baratti.
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