Il Tirreno

La storia

Elba, sospetto infarto per skipper di 32 anni, il medico in pensione lo salva: i sintomi, la visita decisiva e l’esame

di Gabriele Buffoni

	L'elisoccorso Pegaso (foto di archivio)
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L'elisoccorso Pegaso (foto di archivio)

Il giovane aveva un dolore toracico insistente, il dottore: «Ho capito subito che c’era qualcosa che non andava: non c’era tempo da perdere»

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ELBA. L’esperienza di oltre 45 anni di medicina sul campo ha sicuramente fatto la differenza. Così, quando ieri mattina – 8 agosto – quel giovane si è presentato nel suo ambulatorio a Marciana Marina, con il sudore freddo e un dolore toracico insistente, il dottor Gianni Donigaglia ha avuto pochi dubbi: lo ha sottoposto all’elettrocardiogramma e, intanto, ha chiamato il numero unico per le emergenze 112 e allertato il personale del 118 dell’ospedale affinché predisponessero un trasporto d’emergenza.

La visita

Perché quelli, nonostante la giovane età del paziente (appena 32 anni), ai suoi occhi sono subito apparsi come i segni di un sospetto infarto in corso, come testimoniato poi dallo stesso tracciato cardiaco. Così ieri mattina quella che poteva diventare una tragica fatalità si è trasformata in un esempio di efficienza da parte dei soccorritori. Che hanno compreso nell’immediato la gravità della situazione e avviato la catena del soccorso tempo-dipendente in maniera efficace, trasportando in elicottero il 32enne all’ospedale di Grosseto dove è stato stabilizzato e sottoposto a tutti gli accertamenti del caso.

Cos’è successo

Tutto è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 9,30. L’uomo, uno skipper ligure classe 1992, si trova nella zona delle banchine portuali di Marciana Marina quando inizia ad accusare un malore crescente al torace. Chiedendo aiuto, viene in possesso del numero del medico che, pur in pensione ormai da alcuni anni, gestisce insieme a un collega l’ambulatorio vicino al presidio sanitario. E lo contatta. «Mi ha chiamato e mi ha chiesto se poteva venire a farsi visitare perché stava male – racconta il dottor Donigaglia, contattato dal Tirreno – così gli ho detto di passare appena poteva. Quando si è presentato ho capito subito che c’era qualcosa che non andava e l’ho sottoposto al tracciato cardiaco chiamando subito i soccorsi: il risultato dell’esame era abbastanza esplicito – commenta – e non c’era comunque tempo da perdere».

Il soccorso

Dalla centrale operativa del 118 vengono quindi inviate sul posto sia l’ambulanza ordinaria della Croce Rossa di Campo nell’Elba sia il mezzo con l’infermiere a bordo della Pubblica Assistenza di Campo. Mentre intanto, ricevuto in pochi minuti dal dottor Donigaglia il risultato dell’elettrocardiogramma trasmesso al pronto soccorso dell’ospedale di Portoferraio, viene subito fatto decollare l’elicottero Pegaso 2 dalla base di Grosseto. I tempi di intervento, in casi come questo dove si sospetta con fondatezza un infarto in corso – soprattutto se particolarmente grave, come quello di tipo Stemi (sempre più frequente) – sono essenziali. E infatti in pochi minuti il 32enne viene preparato per il trasporto, portato all’ospedale di Portoferraio e trasferito a bordo dell’elisoccorso che lo porta fino all’ospedale di Grosseto, il più vicino con un reparto di emodinamica attrezzato. Evitando conseguenze peggiori.

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