Gioco
Piombino, nella stagione estiva del mordi e fuggi c’è un Ferragosto da tutto esaurito
Quello tratteggiato dagli albergatori è un bilancio in chiaro-scuro: «A luglio ha pesato il crollo dell’Elba»
PIOMBINO. Mordi e fuggi, con meno soldi in tasca e spesso last minute. Ecco l’identikit del turismo piombinese in questa estate strana, partita con grande ritardo. Gli alberghi non sono certo vuoti, tuttavia lamentano una maggiore tendenza, rispetto allo scorso anno, a prenotare soste brevi. Una, due, al massimo tre notti per poi ripartire. Manca insomma, il turista che, optando per un soggiorno più lungo, garantisca una migliore e maggiore programmazione alle strutture ricettive locali.
«Ferragosto sold out»
Ciò detto, il mese di agosto si preannuncia più o meno in linea con gli anni passati, all’insegna sia delle partenze che degli arrivi. «Si va dalle due alle quattro notti – dice Dino Somasinghe, hotel Ariston –. Non riusciamo a superare questa soglia. Senza dubbio il turismo negli ultimi tempi è cambiato, diventando più di passaggio. Di fatto non abbiamo più il cliente che ritorna per anni nello stesso posto trattenendosi a lungo. Quello di oggi è tendenzialmente più giovane e oltre una certa cifra non intende (o non può) spendere. Per Ferragosto, comunque, siamo sold out». Difficile individuare la ricetta, ammesso che esista, per invertire la tendenza sebbene Somasinghe abbia le idee chiare su ciò che a suo avviso si dovrebbe fare. «Occorrono iniziative di ogni genere – sottolinea – per attrarre più persone e magari per un tempo più lungo. Penso a festival musicali, mostre o eventi sportivi che possano durare più giorni in modo da creare una dinamicità salutare per tutto il settore commerciale e ricettivo di Piombino».
«Bene gli eventi»
Una considerazione, questa, sposata anche da Valerio Forconi, hotel Est, che crede moltissimo nella forza degli eventi. Specialmente quelli in grado di mobilitare il turismo sportivo. «Personalmente – commenta – devo ringraziare la Società Nuoto Piombino e Olimpic Nuoto per aver organizzato delle bellissime gare nel mese di luglio che hanno portato tante persone, e quindi molto lavoro, alle strutture piombinesi. Così come accadrà nuovamente a settembre». Quanto alle prenotazioni, Forconi ribadisce che i pernottamenti lunghi sono sempre più rari, se non per motivi di lavoro.
«Soggiorni brevi»
«La media va da una a tre notti – sottolinea – e spesso si tratta di last minute. Mancano un po’ di stranieri, che in genere hanno l’abitudine di prenotare con un certo anticipo rispetto ai connazionali, inoltre mandiamo via molta meno gente rispetto agli anni passati. Ad oggi – conclude – farebbe ben sperare settembre, quando prevedo un discreto movimento, forse per i prezzi più bassi». E se qualcuno ritiene che il boom di b&b e affittacamere possa incidere negativamente sugli alberghi, sono invece tutti concordi nel constatare che è nella drastica flessione di presenze turistiche registrate finora all’Elba (a luglio vi è stato un calo del 2%) che va rintracciata una probabile causa della situazione dolce-amara piombinese.
Effetto Elba
«Molti si lamentano dei prezzi eccessivi dei traghetti per l’Elba – evidenzia Sandra Meucci, Hotel Moderno – tanto che c’è chi preferisce imbarcarsi per la Sardegna. Il minor numero di flusso turistico per l’Elba finisce per incidere inevitabilmente sul nostro lavoro». Ferragosto al completo anche all’hotel Moderno, ma ancora una volta accompagnato da soste brevi. «Lavoriamo tanto alla giornata – conclude Meucci – con una programmazione che finora è stata piuttosto scarsa. Dopo un luglio da dimenticare, ora la situazione sta finalmente cambiando ma restano confermati soggiorni veloci dettati probabilmente da portafogli sempre più leggeri». «Quest’anno è molto più di passaggio rispetto alla scorsa estate quando ospitavamo famiglie che restavano anche diversi giorni – dice Elisa Mariani, hotel Esperia – sta dominando il turismo mordi e fuggi. Per Ferragosto non siamo ancora del tutto sold out. Ci stiamo sì riempiendo giorno dopo giorno, ma più a rilento rispetto al passato. Paradossalmente abbiamo lavorato meglio fino a Pasqua».
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