Gioco
Piombino, pochi specialisti in cardiologia: servizio garantito solo per 12 ore
La direttrice dell’Asl Toscana nord ovest Casani: «Decisione obbligata ma temporanea»
PIOMBINO. All’ospedale di Villamarina non ci sarà più il cardiologo h24. Per dodici ore al giorno l’ospedale di Piombino resterà di fatto scoperto, senza più uno specialista in grado di fornire l’assistenza immediata di cui un paziente in emergenza avrebbe bisogno: un “buco” di mezza giornata in cui sarà la centrale operativa del 118 a dover smistare i casi più critici, che hanno bisogno cioè di un’assistenza specialistica, a Cecina o a Grosseto. Ovvero in uno dei due ospedali più vicini dove invece è ancora possibile trovare un cardiologo reperibile a qualsiasi ora del giorno e della notte.
La decisione di dimezzare il servizio di reperibilità cardiologica a Villamarina è la naturale conseguenza di una situazione che si sta protraendo da tempo. La mancanza di medici specialisti all’ospedale piombinese ha infatti raggiunto un punto critico. E se fino a questo momento il servizio era stato in qualche modo comunque garantito in extremis, è bastata l’assenza improvvisa – per un infortunio – di uno degli specialisti inserito nella turnazione della reperibilità per far crollare l’intero sistema come un castello di carte.
Un equilibrio precario
Per capire bene cosa è accaduto bisogna fare un passo indietro. E analizzare il problema nella sua complessità. Perché la mancanza di cardiologi – a Piombino come a Cecina – è ormai questione ben nota anche ai piani più alti dell’Asl Toscana nord ovest: per quanto riguarda gli specialisti stanziali se ne contano appena un paio a Cecina mentre a Piombino risulterebbero circa 4. Numeri irrisori. Insufficienti a garantire un servizio 24 ore su 24 come richiesto dalla reperibilità, per la quale servirebbe un organico con almeno 8 medici stanziali in più. Al punto che «per garantire il servizio negli ospedali di Cecina e Piombino – spiega la direttrice generale dell’azienda sanitaria Maria Letizia Casani – è stato richiesto un aiuto a tutti gli altri ospedali della regione, anche oltre quelli che sono i confini dell’Asl nord ovest: sono arrivati medici dagli ospedali di Pisa, dalla fondazione Monasterio, da tutte le altre Asl della Toscana a eccezione della sud-est. E anche per quanto riguarda la rete interna la solidarietà è stata tanta: solo da Livorno sono stati garantiti dieci turni».
Quello raggiunto tuttavia non è stato altro che un equilibrio precario, costantemente sul punto di spezzarsi. Tant’è che al sopraggiungere di un infortunio per uno dei medici coinvolti il sistema di coperture dei turni a Villamarina è saltato. «Il medico si dovrà assentare almeno per il mese di agosto, se non oltre – spiega Casani – purtroppo, essendo tra l’altro uno dei professionisti che copriva più turni, non è stato possibile rimpiazzarlo nell’immediato. Non avendo ulteriori margini, con Cecina coperta praticamente solo con l’aiuto dei medici esterni, siamo stati costretti a ridurre il servizio di reperibilità cardiologica da 24 a 12 ore».
Il problema dei tempi
Una scelta che, a cascata, implica una revisione completa del sistema di emergenza. E che desta una preoccupazione crescente per la necessità, trattandosi di problemi cardiologici, di intervenire in tempi brevissimi. «Posso assicurare che i margini temporali saranno garantiti – sottolinea la direttrice dell’Asl nord ovest – semplicemente sarà il 118 che dirotterà i pazienti a Cecina o a Grosseto, in base alle disponibilità». La riduzione del servizio al momento «è solo temporanea. La speranza – spiega Casani – è che il periodo sia breve: a fine luglio è stato bandito per la cardiologia un concorso Smart-Ter, uno speciale bando con agevolazioni contrattuali per far venire nelle Valli Etrusche nuovi medici con un impegno di almeno tre anni di permanenza». La graduatoria conta 12 persone «e già tra una settimana potrebbe iniziare a scorrere – commenta Casani – ma ci sono dei tempi tecnici da rispettare: la speranza è che entro un mese si possa risolvere tutta questa situazione».
«Condizioni inaccettabili»
Inevitabili le proteste in città. Che già hanno visto schierarsi il comitato “Lasciateci nascere a Piombino”, il primo a dare l’allarme sulla reperibilità cardiologica dimezzata. «Le condizioni attuali del nostro ospedale non sono più accettabili – fanno sapere dal comitato – ormai i piombinesi sono diventati carne da macello, con una struttura totalmente inadeguata a garantire anche i servizi principali per la salute dei cittadini». Ma sul tema la direttrice Casani è perentoria. «Il problema della carenza di medici si riscontra dappertutto – dichiara – su Piombino l’azienda sta investendo: lo dimostrano ad esempio l’incremento delle attività di ortopedia e chirurgia, in aumento rispetto anche al 2019. E anche i tanti primari di primo piano presenti nell’ospedale, non ultima la dottoressa Frediani che dirige la cardiologia: una professionista di grande valore – conclude Casani – che in questo momento si trova ad affrontare una difficoltà gigantesca».
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