Il Tirreno

Il lutto

Piombino, addio a Umberto Canovaro, ex vicesindaco e grande esperto di storia

di Gabriele Buffoni

	Umberto Canovaro
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Umberto Canovaro

Figura di spicco nella Dc piombinese, passò poi al Partito Popolare e successivamente alla Margherita. Per due volte si è candidato a sindaco del Comune di Rio ed era ancora oggi a capo dell’opposizione in consiglio comunale

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PIOMBINO. Una vita dedicata alla politica, alla cultura e alla passione per la storia del territorio. Ma anche divisa tra la Piombino che l’ha adottato e la Rio Marina di cui ha sempre rivendicato, orgogliosamente, le radici. Così oggi, quando alle 12,30 Umberto Canovaro (70 anni) ha esalato il suo ultimo respiro, il cordoglio è stato unanime e il senso di perdita ha investito come uno tsunami la città dell’acciaio e il paese elbano.

Originario di Rio Marina ma trasferitosi con la famiglia prima a San Vincenzo e poi a Piombino durante gli anni ’60, Canovaro si è laureato in giurisprudenza per poi lavorare prima in Banca Toscana lungo tutta la costa livornese e poi alla filiale di Porto Azzurro di Intesa San Paolo, dove è stato vicedirettore fino alla pensione. Ma è per il suo impegno e la sua militanza politica che Umberto Canovaro ha lasciato il segno sia sul continente che sull’isola. A Piombino fu infatti esponente di spicco – al punto da diventarne l’ultimo segretario, fino al 1994 – della sezione comunale della Democrazia Cristiana, continuando poi la sua attività politica nel Partito Popolare e successivamente nella Margherita. Nel 1995, con l’elezione a sindaco di Luciano Guerrieri, rivestì il ruolo di vicesindaco e assessore ai lavori pubblici mettendo la sua firma su molte opere di rilievo per il territorio piombinese. «Ma nonostante tutto – racconta il fratello Maurizio – una di quelle di cui andava più fiero era un campino da calcio realizzato in via Michelangelo, dove riqualificò quella che prima era una sorta di giungla». Per due volte – nel 2018 e nel 2023 – si è candidato a sindaco di Rio ed era attualmente capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale.

Insignito del titolo di commendatore, grande appassionato di storia locale e presidente del Rotary Club piombinese per due mandati (l’ultimo concluso a fine giugno), è stato autore di numerosi testi che lo hanno contraddistinto come una delle figure più apprezzate del panorama culturale cittadino. Tanto che è stato tra i fondatori dell’associazione di studi storici “Pietro Calafati”. «Diciamo addio a una persona di grande spessore e che molto ha dato alla nostra comunità – dichiara il sindaco Francesco Ferrari – un politico e un pensatore di altri tempi, che piangiamo, consapevoli di quanto abbiamo perso».

Al primo cittadino hanno fatto seguito molte attestazioni di stima e di affetto. A partire dal presidente del Rotary Club di Piombino Vincenzo Audino («È stato un uomo che ha dato enormi contributi alla cultura e al club in tutti questi anni») fino al segretario del Pd Val di Cornia-Elba Simone De Rosas e all’attuale vicesindaco Luigi Coppola («Per me e il mio passato nella Dc – dichiara Coppola – Umberto è stato un punto di riferimento, un esempio da seguire e un grande amico»). «Umberto è stato l’amico con cui ho condiviso intensi momenti di vita quotidiana e politica – lo ricorda l’ex sindaco di Piombino Luciano Guerrieri, che lo volle come vicesindaco durante il suo mandato – con lui nel 1995 costruimmo una nuova maggioranza e da vicesindaco si rese protagonista di interventi come il recupero del castello, il ripristino dell’intera strada della base geodetica, l’arretramento dei binari e la nuova piazza Gramsci, il nuovo depuratore a Populonia Stazione. Amava la politica, la nostra Piombino ma anche l’Elba e la sua Rio Marina».

Da febbraio Canovaro aveva scoperto di essere malato. «La malattia gli ha lasciato pochissimo tempo – racconta il fratello Maurizio – ma come famiglia ci teniamo a ringraziare il reparto di Medicina dell’ospedale di Villamarina per le cure, la professionalità e l’umanità con cui tutti lo hanno assistito durante questi ultimi mesi di degenza». Lascia i figli Giulia e Alberto, i tre nipotini Giovanni, Umberto e Vittoria, il fratello Maurizio e sua moglie Donella, il genero Salvatore e la cugina Emilia. La camera ardente è alla cappella del commiato della Misericordia di Piombino: i funerali saranno lunedì mattina alle 9 alla chiesa della Misericordia, poi la salma partirà alla volta del cimitero di Rio Marina dove sarà tumulata. 

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