Il Tirreno

La nostra storia

Baratti, studi ai piedi del muro delle Logge e dopo 26 anni si indaga alle Grotte

di Cecilia Cecchi

	Archeologi di nuovo impegnati all'Acropoli di Populonia
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Archeologi di nuovo impegnati all'Acropoli di Populonia

Coccoluto: «All’Acropoli visite con lo scavo in corso dal 4 luglio»

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BARATTI. Tavolette di scrittura, calamai, ma pure posate e recipienti per presentare a tavola i cibi cucinati nella Roma repubblicana; tutto abbandonato in fretta e furia per l’incendio in corso nella casa aristocratica costruita a ridosso delle Logge. Sono solo alcuni dei “pezzi” appena restaurati e lasciati esattamente dove sono stati trovati – all’Acropoli di Populonia – che potranno essere riscoperti da quanti parteciperanno alle visite con lo scavo in corso (dal 4 luglio).

Questo mentre in contemporanea, a Baratti, dopo 26 anni si tornerà ad indagare alle necropoli delle Grotte. Opportunità uniche per approfondire la comprensione del nostro passato. Ricerca e promozione culturale insieme: si comincia dal golfo di Baratti con uno sguardo rivolto all’immenso patrimonio della Val di Cornia. Impresa oggi possibile grazie al Piano strategico di sviluppo culturale condiviso da tutti gli enti coinvolti (a partire dalla Soprintendenza) .

E il parco archeologico di Baratti e Populonia è gestito dalla Parchi Spa grazie ad un accordo di valorizzazione fra ministero, Regione Toscana e Comune di Piombino, sottoscritto per definire le strategie e gli obiettivi di valorizzazione e di fruizione di un’area così delicata e complessa. «La ricerca è uno dei motori del parco archeologico – spiega Marta Coccoluto, responsabile di Baratti e Populonia –. Così si offre al pubblico una realtà che cresce, si rinnova, dove è interessante tornare –. Durante questa campagna di scavo a Populonia organizzeremo di nuovo gli attesi appuntamenti gratuiti dal 4 luglio con “Gli archeologi raccontano”, per osservare le ricerche sul campo e i reperti recuperati. Tutto per far riscoprire in diretta come si viveva in questa casa aristocratica della Roma repubblicana forse appartenuta ad un magistrato». Scavi delle Università di Siena e Oxford nell’area dell’Acropoli, diretti da Stefano Camporeale (Siena) e Niccolò Mugnai (Oxford). Indagini ai piedi delle Logge, alla scoperta della fondazione ma pure alla domus, la grande casa aristocratica costruita a ridosso del grande muro.

«La prossima settimana – dice Coccoluto – arriveranno gli studenti da Oxford che parteciperanno alla ricerca insieme a quelli di Siena e faranno pure formazione imparando a comunicare quello che studiano. Sempre a luglio partirà un’altra ricerca – sottolinea – con Caterina Previato, del dipartimento Beni culturali UniPadova. Per la, prima volta dalle indagini di Romualdi nel 1998, verrà fatta un’analisi d’avanguardia alla necropoli delle Grotte riaccendendo l’interesse su queste tombe a camera scavata nel tufo che tanto hanno da raccontare».

Con la Soprintendenza tutela e ricerca finalizzate alla crescita delle aree aperte alle visite. «Impegni – conferma Silvia Guideri direttore scientifico Parchi – acquisiti all’interno del Piano triennale della ricerca allegato al Piano strategico firmato da gli enti coinvolti nel gennaio 2024. Obiettivo? Una strategia unitaria ed economicamente sostenibile del Parco, con lo scopo di perfezionare i percorsi di visita e la comprensione dei resti archeologici. Nell’ottica di capire – aggiunge – cosa era opportuno fare in prospettiva. Nessuna ricerca a ridosso della spiaggia di Baratti, dove vengono garantiti interventi d’emergenza qualora si presentassero. Si parte dal parco Baratti-Populonia ma il progetto è destinato ad abbracciare l’intero patrimonio della Val di Cornia».

 

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