Gioco
Centinaia di ettari sotto scacco. «No a mega impianti nei campi»
Comitato Terre Val di Cornia a difesa di terreni e paesaggio
PIOMBINO. Lo sguardo è ad ampio spettro. «La Val di Cornia non vuole lasciare che le industrie delle energie rinnovabili si impossessino del suo territorio, in particolare ricoprendo i campi di pannelli fotovoltaici, e dovrà attivarsi con tutte le forze per bloccare gli impianti». È questa la linea che è stata definita nel primo incontro del Comitato Terre di Val di Cornia, fondato da un gruppo di giovani imprenditori agricoli e che ha già riscosso l’adesione di importanti realtà agricole, turistiche e produttive del territorio. Nominato coordinatore Marco Bonucci.
La mappa
Ad oggi sul territorio della Val di Cornia sono stati censiti sei progetti di grande scala. Ci sono 27 ettari su cui realizzare un impianto agrivoltaico in zona Campo alla Croce, nei confini amministrativi di Piombino e Campiglia Marittima, riconducibile a Sorgenia Renewables Srl. Della stessa tipologia il progetto che fa capo a Orta Energy 14 Srl, insiste nelle località Alturetta e Paduletto a Piombino su un’area di 56 ettari. Restando a Piombino in zona Franciana 31 gli ettari che Iren Green Generation Tech Srl vuol destinare a fotovoltaico. E la stessa azienda conta di realizzare un impianto analogo su 100 ettari in terreni al confine tra Campiglia e Suvereto. In tema di eolico la San Nicola Energia Srl ha presentato un progetto al vaglio del Ministero dell’Ambiente per otto maxi pale da distribuire tra Piombino e Campiglia Marittima. E ancora in tema di eolico, in località Casalappi, nei confini amministrativi dei comuni di Piombino, Campiglia e Suvereto, c’è il progetto per sei pale che fa capo a Pellestrina Srl.
L’azione
La prima uscita pubblica del Comitato Terre di Val di Cornia dovrebbe essere nella prima settimana di luglio, con un’iniziativa a carattere informativo da tenere nella zona pedonale di Venturina Terme. Il Comitato si è riunito il 18 giugno al Podere San Giuseppe, in zona Casalappi. Presenti, oltre ai fondatori Marco Bonucci, Niccolò Pini e Andrea Larini, diversi rappresentanti di aziende agricole e agrituristiche, cooperative agricole ed esponenti politici e delle istituzioni locali. «Dall’incontro è emerso un quadro allarmante – dice Bonucci–: la Val di Cornia è presa di mira da numerose società di produzioni energetiche con almeno sei progetti di mega impianti tra fotovoltaico a terra, agrivoltaico e pale eoliche». Che aggiunge: «Queste imprese si rivolgono direttamente ai proprietari dei terreni offrendo somme pari a quattro o cinque volte il valore di mercato dei terreni agricoli arrivando in qualche caso a pagare fino a 170mila euro all’ettaro per realizzare stazioni di stoccaggio elettriche. I progetti presentati fanno emergere uno scenario folle, che se venisse avallato porterebbe la Val di Cornia a trasformarsi in pochi anni da un territorio a forte vocazione agricola e alto valore paesaggistico ad una vasta zona industriale per la produzionedienergiaelettrica». Che conclude: «La situazione è molto preoccupante in quanto la normativa nazionale permette di realizzare fotovoltaico a terra anche su terreni agricoli purché si trovino nel raggio di 500 metri da una zona considerata industriale, artigianale o commerciale. E nel caso della Val di Cornia ciò rappresenta una buona parte della sua superficie agricola».
Le voci
A mettere la lente sul progetto fotovoltaico proposto da Iren Green Generation Tech Srl che interessa un centinaio di 100 ettari tra Campiglia e Suvereto è stato Riccardo Guadagnini, titolare di un’azienda agricola in località San Giovanni a Suvereto. «Rischia di vedersi espropriato di dieci ettari di campi e uliveti pienamente produttivi per la costruzione di una sottostazione dell’impianto», sottolinea Bonucci. Che prosegue: «Oltre ai progetti depositati sono in corso di progettazione numerosi altri dello stesso tipo. Questi primi impianti, in particolare del gruppo Iren, sarebbero delle pericolose porte d’ingresso per una serie di progetti simili che, a cascata, potrebbero beneficiare delle infrastrutture giàpresenti».
Tra gli altri è intervenuto il presidente della cooperativa Terre dell’Etruria Massimo Carlotti, che ha ribadito la volontà di proteggere la vocazione agricola dei campi ed espresso perplessità riguardo i progetti agrivoltaici. Il presidente del Consorzio dei vini Suvereto Val di Cornia, Daniele Petricci, ha rinnovato il sostegno al comitato, come altri imprenditori agricoli e privati. Presenti l’assessore di Suvereto Marco Toninelli e il consigliere di opposizione Edoardo Parello che hanno confermato l’unanime supporto del consiglio comunale di Suvereto in questa battaglia. «Tutti hanno auspicato che i comuni della Val di Cornia si esprimano quanto prima contro questi progetti – conclude Bonucci –, facendo sentire la loro voce ai livelli superiori di Regione e Ministero».
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