Toscana
Pannelli solari, sponsor, volontari Il Montemazzano non vuole finire
Il presidente Piccini: «Ora il rinnovo della concessione e nuove opportunità»
PIOMBINO. Il gruppo sportivo Montemazzano per mille problemi diversi sembra sempre a un passo dal non farcela più. Ma poi, ogni volta, il presidente Piccini e i suoi giocatori (calcio, campionato Amatori) dimostrano la stessa grinta del leone giallo-verde simbolo del club che fa bella mostra si sé sul muro degli spogliatoi dal 1985. «Siamo rimasti pochissimi ad aiutare – dice Marcello Piccini – ma con tanti progetti e volontà, nonostante tutto. Basterebbero pannelli solari per luci, acqua calda e per rilanciare tutta la struttura. . .».
Il campo del Montemazzano è nato nel 1982, insieme al comparto omonimo. Tra i soci fondatori Piccini – giocatore negli anni Settanta, sportivo sempre (ora si dedica pure alle arti marziali) – è presidente dal 1986. Con lui in prima linea a lungo Alvaro Barbafieri, Enzo Puccini, Giovanni Galeazzi e Italina Mambrini.
A che punto siamo? «Per limiti di età Alvaro Barbafieri ha dovuto lasciare – racconta – seguito a breve distanza da Enzo Puccini. Un disastro. Sono rimasto solo insieme a Giovanni Galeazzi e a sua moglie Italina. Poi c’è da ricordare che è scaduta da tempo pure la convenzione». Strada in salita.
«A fine campionato sempre eccezionale – prosegue Piccini – mi sono trovato a parlare con i giocatori. Perché per il Montemazzano il futuro è sempre oggi, ma con il rischio di diventare presto solo un bel ricordo. Dopo tanti anni di attività, di gloriose battaglie sul campo e di eventi che hanno coinvolto tantissimi sportivi della nostra bella Piombino il rischio di chiusura è reale». La società si è mossa subito, insieme ad alcuni giocatori.
«Tutto – conferma Piccini – per riuscire a mandare avanti un progetto che parte da lontanissimo. Sono stati trovati i primi sponsor che possono aiutarci a livello economico, mentre mancano ancora volontari a sostenerci durante l’anno nella gestione degli spogliatoi, del campo e della manutenzione. Già i ragazzi – spiega – si sono autotassati e apriremo una raccolta fondi: chi vorrà partecipare aiuterà una società che fino ad oggi ha dato tutto per stare in piedi e far giocare a calcio tanti ragazzi. Sarà possibile diventare soci sostenitori e saremmo felici di allargare la nostra famiglia. Il Montemazzano è una famiglia con i giusti valori, è un posto sicuro, come sentirsi a casa, e noi questa casa non la vogliamo lasciare».
«La convenzione è scaduta, ma abbiamo tanti progetti – sottolinea Piccini – di cui abbiamo già parlato in Comune anche se solo verbalmente. Durante una visita anche del sindaco Ferrari gli avevo spiegato dove potremmo recuperare l’acqua del pozzo per il campo. Poi ci sarebbe la possibilità di un impianto fotovoltaico per l’autogestione dell’illuminazione controllata come a Salivoli. Pannelli da montare a ridosso della porta del campo a 7 verso le palazzine, insieme ad altri pannelli sul tetto degli spogliatoi: saremmo a posto per luci e acqua calda. Tutto per abbassare i costi di gestione e avremmo modo di dare un nuovo impulso all’utilizzo dei campi. Perché non utilizzare anche per questi campi comunali parte dei 4 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione stabiliti per finanziare gli interventi di ristrutturazione allo stadio Magona? Però intanto, mi raccomando, mancano braccia per sistemare quando c’è da giocare... Un primo grazie a quanti vorranno aiutarci».
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