Il Tirreno

Il progetto

Piombino, Casa Madre Bambino resta chiusa: manca ancora chi dovrà gestirla

di Manolo Morandini
Due stanze della Casa Madre Bambino realizzata a Piombino
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Due stanze della Casa Madre Bambino realizzata a Piombino

L’appartamento è destinato a donne vittime di violenza e ai loro figli

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PIOMBINO. Al 31 gennaio i lavori sono terminati. L’appartamento è stato ristrutturato, arredato e fornito di tutto il necessario per essere utilizzato. All’inizio di aprile c’è stato il taglio del nastro. Ma da allora la Casa Madre Bambino, il progetto realizzato dal Comune di Piombino in collaborazione con la Società della salute Valli Etrusche, è chiusa. Manca chi dovrà gestirla e servirà ancora del tempo. È del 7 giugno l’atto di indirizzo con cui la giunta comunale approva l’atto di indirizzo per l’affidamento in concessione a un ente del terzo settore. Adesso spetterà al dirigente del settore Servizi alla persona definire i dettagli tecnici e avviare la procedura comparativa a evidenza pubblica.

Si tratta di un appartamento confiscato alla criminalità organizzata, per il quale il Comune ha chiesto e ottenuto l’assegnazione in via definitiva dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. È stato trasformato in uno spazio sicuro da destinare a progetti rivolti alle donne vittime di violenza domestica e di genere e ai loro figli. Non una casa rifugio, ma un luogo dove le donne, dopo aver superato il primo momento di emergenza, possano recuperare l’autonomia. L’appartamento può accogliere fino a due nuclei familiari. Il costo della realizzazione del progetto è di circa 70mila euro, l’80 per cento dei quali reperiti tramite un bando regionale e il restante con risorse del Comune di Piombino.

A chi si chiedesse la necessità di aprire una struttura per donne vittime di violenza domestica e di genere, e per i loro figli, ci sono i dati degli accessi al Centro di ascolto territoriale per dare una risposta. Il fenomeno nelle Valli Etrusche è in aumento: nel 2023 a fronte di 71 casi in 15 è stata attivata l’immediata messa in protezione delle vittime. Eppure, a fronte dell’urgenza i tempi delle pubbliche amministrazioni restano incredibilmente lenti.

La Casa Madre Bambino è uno spazio dove, le donne uscite dalla fase emergenziale possano ricominciare a costruire una vita autonoma insieme ai propri figli grazie a progetti dedicati, realizzati in collaborazione con la Società della salute e gli assistenti sociali. Perché il punto non è solamente quello, seppur fondamentale, di allontanare le sopravvissute dal proprio abusante, ma anche quello di sostenerle in un percorso di ritorno alla normalità. Da qui la scelta di affidare la gestione dell’appartamento a un soggetto del terzo settore, che sia un’associazione senza scopo di lucro, una Onlus o un’associazione di promozione sociale, che abbia specifica e comprovata competenza ed esperienza in ambito di servizi ri-educativi della persona e di accompagnamento al recupero di indipendenza economica e tessuto sociale.

L’ente a cui il Comune assegnerà la gestione ad uso gratuito dell’immobile verrà selezionato sulla base del valore del progetto socio-educativo presentato. E insieme alla Società della salute e agli assistenti sociali, si occuperà dell’assistenza alle donne che vivranno nella Casa Madre Bambino con progetti realizzati su misura.




 

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