Il Tirreno

Verso le elezioni

«La mia Campiglia tra 5 anni»: le visioni dei tre candidati al dibattito del Tirreno – Video

di Gabriele Buffoni

	I tre candidati sul palco del dibattito organizzato dal Tirreno (Foto Barlettani)
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I tre candidati sul palco del dibattito organizzato dal Tirreno (Foto Barlettani)

La platea del Teatrino della Fiera Sefi gremito per il confronto elettorale trattati durante il confronto costruttivo e all’insegna della correttezza

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VENTURINA. Solo posti in piedi nella sala del Teatrino della Fiera Sefi di Venturina Terme per il confronto tra candidati a sindaco di Campiglia Marittima organizzato da Il Tirreno nella serata di lunedì 3 giugno. Un incontro particolarmente partecipato dagli abitanti del territorio campigliese, l’ultimo che ha visto sul palco i tre candidati in corsa per ricoprire il ruolo di primo cittadino prima della chiamata alle urne, il prossimo 8-9 giugno: in rigoroso ordine alfabetico, per cognome, Alessio Albertoni (sostenuto dalla lista civica Cambiamo Futuro), Alberta Ticciati (la sindaca uscente alla guida della lista civica Impegno Comune sostenuta dai partiti del centrosinistra con in prima linea il Pd) e Matteo Tortolini (con la sua lista civica La Svolta, sostenuta dai partiti del centrodestra più Italia Viva).

I temi

Tanti i temi trattati nel corso della serata che in poco più di un’ora ha voluto riassumere mesi di campagna elettorale toccando le questioni più dibattute e sentite dalla cittadinanza di Campiglia e di una frazione importante come Venturina Terme: dall’urbanistica al turismo, dal decoro alla viabilità fino alle proposte per le tante imprese del territorio e per valorizzare le realtà che lo caratterizzano (una su tutte, proprio il polo fieristico venturinese). Per ogni candidato tre minuti per rispondere a ciascuna domanda posta dal giornalista Manolo Morandini, più un “gettone replica” da poter utilizzare per rispondere a uno degli interventi di un avversario: di fatto l’unico a sfruttare quest’occasione è stata Albertoni, a ribadire un dibattito acceso ma corretto e soprattutto concentrato sui temi e sulle proposte dei tre differenti programmi elettorali da porre al vaglio dei cittadini aventi diritto al voto.

Le domande

Per questo, tra le sette domande – a cui ha fatto seguito l’appello al voto di ciascun candidato – che il giornale ha proposto ai tre aspiranti sindaci, una più di tutte ha marcato la differenza di stile e di contenuti tra le varie proposte: «Adesso chiudete gli occhi, avete vinto le elezioni e governato Campiglia per cinque anni. Qual è la “firma” che vorreste lasciare sulla città, che sia un’opera pubblica, un progetto o un cambio di mentalità?». La prima a rispondere è stata la sindaca uscente Alberta Ticciati. «Credo sia importante restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzione e la vicinanza del Comune ai loro bisogni: gli abitanti del nostro territorio devono avere la possibilità di vedere nei loro amministratori degli interlocutori capaci, in grado di dar loro una mano per fare il proprio percorso di vita. E credo anche – spiega – che la bellezza, il decoro e la qualità della vita siano l’obiettivo che più mi interesserebbe raggiungere: non necessariamente una grande opera, ma più servizi e un ambiente più vivibile e capace di interpretare le esigenze dei cittadini».

È stata poi la volta di Alessio Albertoni. Il più sintetico dei tre candidati – non solo in questa risposta – ma non per questo il più povero di contenuti. «Vorrei che tra cinque anni la gente che mi incontra per strada mi desse una pacca sulla spalla e mi dicesse: bravo, hai fatto quello che avevi promesso, anche se non ti avevo votato. Né strade né monumenti: solo sapere che la gente è soddisfatta e felice». Matteo Tortolini punta invece «all’ambizione che questo Comune deve tornare ad avere, la stessa ambizione che negli anni Novanta in particolare l’ha portato a essere di gran lunga il più dinamico dell’intera Val di Cornia. Bisogna rimboccarci le maniche perché Campiglia si ponga di nuovo al centro del territorio, dando un contributo essenziale anche in un ambito territoriale come quello con Piombino. Vorrei essere ricordato come uno che fa quello che dice – conclude – alla guida di un Comune che in questo modo si sia rimesso in movimento e sia tornato a prosperare». 

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