Il Tirreno

Estate 2024

Concessioni balneari, il sindaco Corsini non ha dubbi: «Nessun indennizzo»

di Antonella Danesi
Il sindaco di Rio Marco Corsini e una veduta dall'alto della spiaggia di Cavo
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Il sindaco di Rio Marco Corsini e una veduta dall'alto della spiaggia di Cavo

Il sindaco di Rio Marina: «Contro l’ordinamento europeo, non vale neanche la legge statale»

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RIO. «Neanche la legge statale può prevedere un indennizzo, perché contrasta con la normativa europea». Il sindaco di Rio, Marco Corsini commenta l’approvazione di una proposta che va in questa direzione da parte della giunta della Regione Toscana che, in attesa di un’indicazione da parte del governo centrale sulle concessioni demaniali marittime, ritiene necessarie le modifiche per poter offrire ai comuni e agli operatori toscani gli strumenti normativi e procedurali per difendersi dall’incertezza attuale.

«Ci aveva già provato la Toscana nel 2016 – commenta Corsini – con una norma identica alla legge regionale 31 che è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2017 perché la norma attiene alla concorrenza, materia che spetta alla competenza legislativa dello Stato». Il sindaco di Rio è stato il primo in Toscana e tra i primi in Italia a indire un bando in applicazione della Direttiva Bolkestein per dare in concessione le spiagge del territorio comunale. Ad aprile si sono concluse le procedure e, delle undici concessioni messe a bando, i vincitori sono stati i concessionari uscenti «con un risultato dell’operazione – aveva commentato il sindaco – certamente favorito dalla specificità del contesto».

Per quanto riguarda le possibilità di indennizzi ai concessionari uscenti, Corsini è fermo sulla impossibilità che questo possa essere attuato.

«Anche un’eventuale norma statale in tal senso col tempo incontrerebbe problemi serissimi e forse insormontabili – ribadisce – per l’assai probabile contrasto con l’ordinamento europeo».

Conferma infatti che la direttiva Bolkestein vieta ogni attribuzione di vantaggio a favore del prestatore uscente. Alla luce di questo la previsione di un indennizzo svincolato nella sua determinazione da ogni parametro oggettivo e ragionevole «potrebbe ritenersi – secondo Corsini – un vantaggio ingiustificato, ove si osservi che gli investimenti fatti dal concessionario uscente devono presumersi abbondantemente ammortizzati nel lunghissimo arco temporale della concessione fin qui goduta e un ipotetico valore di avviamento non sarebbe immaginabile in presenza di concessioni che fin dal 2006 si sa essere destinato alla cessazione».

Fa presente il sindaco di Rio, inoltre, che «la stessa concessione di un indennizzo da versare al subentro influisce sensibilmente sulle prospettive di acquisizione della concessione e quindi restringe la possibilità di accesso al mercato costituendo un palese disincentivo alla partecipazione al concorso che porta all’affidamento».

Considerazioni che furono prospettate alla Corte Costituzionale già nel 2017. «Non furono affrontate – fa presene il sindaco di Rio – perché assorbite dal prevalente difetto di competenza legislativa in capo alla Regione. Tuttavia queste mantengono intatta la loro consistenza e potrebbero inficiare la legittimità anche di un eventuale intervento statale di identico contenuto».

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