Il Tirreno

Afo4. Ripartono le demolizioni. «Tra 40 giorni sparirà tutto»

di Gabriele Buffoni
Nella foto qui sopra il maxi-collasso che ha portato alla sparizione della sezione più alta dell’altoforno di Piombino: della struttura oggi resta solo la base dove in settimana ripartiranno i lavori di smantellamento (foto Paolo Barlettani)
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Nella foto qui sopra il maxi-collasso che ha portato alla sparizione della sezione più alta dell’altoforno di Piombino: della struttura oggi resta solo la base dove in settimana ripartiranno i lavori di smantellamento (foto Paolo Barlettani)

Dopo il primo maxi-collasso sarà attaccata la base della struttura

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PIOMBINO. Ripartiranno questa settimana le demolizioni al cantiere dell’altoforno di Piombino. Mentre la città ricorda il suono delle assi di ferro piegate dalla trazione dei cavi e ha ancora negli occhi la polvere sollevata dal crollo del gigante da cui in passato dipendevano le colate di ghisa che alimentavano la produzione d’acciaio dello stabilimento, gli operai della F&R – la ditta incaricata di svolgere gli smantellamenti anche di quel settore dell’ex acciaieria – non hanno perso tempo. E dopo il maxi-collasso del 16 maggio hanno sfruttato le ultime due settimane per smistare tutto il rottame ricavato dalla sezione più alta dell’Afo-4, dividendo le parti irrecuperabili (da smaltire) da quelle invece valide per il mercato.

Terminate queste operazioni di “pulizia” però il cantiere è ora pronto a ripartire con gli smantellamenti. Del vecchio Afo-4 è infatti rimasta ancora da demolire tutta la sezione di base: ben più bassa e meno problematica da “attaccare” per i tagliatori rispetto alla prima (dove si superavano i 100 metri in altezza, tanto che il piano di demolizione è stato modificato più volte prima di decidere di procedere con un unico maxi-collasso controllato, durato di fatto due giorni), per farla scomparire del tutto «contiamo di impiegare circa un mese di lavoro, massimo 40 giorni se non ci saranno ritardi a oggi imprevedibili – spiega l’ingegnere Francesco Mangani, direttore generale di F&R – i lavori di demolizione riprenderanno effettivamente in settimana e con questi nuovi tagli si entrerà nella fase finale del cantiere dell’altoforno». Per quanto riguarda il piano di demolizione «procederemo prima con due tagli posteriori, quelli più importanti perché mirano a separare le strutture portanti della base dell’altoforno – spiega Mangani – dopodiché eseguiremo un altro taglio anteriore che porterà a tagliare i pilastri della sezione rimasta in piedi». Il tutto sarà seguito da una serie di collassi controllati di minori entità rispetto a quella che ha portato al crollo della sezione superiore dell’Afo-4.

Alla fine quindi «sparirà tutta la gabbia che circonda la parte centrale dell’altoforno – dichiara il direttore generale di F&R – rimarrà in piedi soltanto il “nocciolo” di quello che era il vecchio Afo-4, in pratica il cuore dell’intera struttura dove in passato, quando era attivo il forno, veniva prodotta la ghisa. Si tratta di un manufatto dalla forma simile a quella di un uovo allungato e, trattandosi comunque di una parte di minori dimensioni rispetto all’insieme, pensiamo di procedere con tagli sul posto perpendicolari al terreno. In pratica – conclude Mangani – lo taglieremo e lo porteremo via a fette». Una volta terminata anche quest’operazione, dell’Afo-4 non resterà che il ricordo.

 

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