Gioco
Afo4. Ripartono le demolizioni. «Tra 40 giorni sparirà tutto»
Dopo il primo maxi-collasso sarà attaccata la base della struttura
PIOMBINO. Ripartiranno questa settimana le demolizioni al cantiere dell’altoforno di Piombino. Mentre la città ricorda il suono delle assi di ferro piegate dalla trazione dei cavi e ha ancora negli occhi la polvere sollevata dal crollo del gigante da cui in passato dipendevano le colate di ghisa che alimentavano la produzione d’acciaio dello stabilimento, gli operai della F&R – la ditta incaricata di svolgere gli smantellamenti anche di quel settore dell’ex acciaieria – non hanno perso tempo. E dopo il maxi-collasso del 16 maggio hanno sfruttato le ultime due settimane per smistare tutto il rottame ricavato dalla sezione più alta dell’Afo-4, dividendo le parti irrecuperabili (da smaltire) da quelle invece valide per il mercato.
Terminate queste operazioni di “pulizia” però il cantiere è ora pronto a ripartire con gli smantellamenti. Del vecchio Afo-4 è infatti rimasta ancora da demolire tutta la sezione di base: ben più bassa e meno problematica da “attaccare” per i tagliatori rispetto alla prima (dove si superavano i 100 metri in altezza, tanto che il piano di demolizione è stato modificato più volte prima di decidere di procedere con un unico maxi-collasso controllato, durato di fatto due giorni), per farla scomparire del tutto «contiamo di impiegare circa un mese di lavoro, massimo 40 giorni se non ci saranno ritardi a oggi imprevedibili – spiega l’ingegnere Francesco Mangani, direttore generale di F&R – i lavori di demolizione riprenderanno effettivamente in settimana e con questi nuovi tagli si entrerà nella fase finale del cantiere dell’altoforno». Per quanto riguarda il piano di demolizione «procederemo prima con due tagli posteriori, quelli più importanti perché mirano a separare le strutture portanti della base dell’altoforno – spiega Mangani – dopodiché eseguiremo un altro taglio anteriore che porterà a tagliare i pilastri della sezione rimasta in piedi». Il tutto sarà seguito da una serie di collassi controllati di minori entità rispetto a quella che ha portato al crollo della sezione superiore dell’Afo-4.
Alla fine quindi «sparirà tutta la gabbia che circonda la parte centrale dell’altoforno – dichiara il direttore generale di F&R – rimarrà in piedi soltanto il “nocciolo” di quello che era il vecchio Afo-4, in pratica il cuore dell’intera struttura dove in passato, quando era attivo il forno, veniva prodotta la ghisa. Si tratta di un manufatto dalla forma simile a quella di un uovo allungato e, trattandosi comunque di una parte di minori dimensioni rispetto all’insieme, pensiamo di procedere con tagli sul posto perpendicolari al terreno. In pratica – conclude Mangani – lo taglieremo e lo porteremo via a fette». Una volta terminata anche quest’operazione, dell’Afo-4 non resterà che il ricordo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
