Toscana
Piombino, Agroittica arriva a Hong Kong dove consegna spigole e orate
L’azienda ha stretto una collaborazione con Inalca, società del Gruppo Cremonini Pedroni: «La Toscana è un brand riconosciuto, col pesce vendiamo il territorio»
PIOMBINO. Pescate al mattino nel golfo di Follonica. Dalle vasche a mare dell’Agroittica Toscana, in meno di 24 ore, spigole e orate arrivano all’altro capo del mondo. Dopo New York, con la partnership con uno dei più grandi operatori dell’ingrosso ittico, il mercato internazionale dell’azienda piombinese si allarga alle piazze di Hong Kong, Singapore e Macao. E questa volta le opportunità arrivano dall’accordo sottoscritto con l’azienda Inalca del Gruppo Cremonini, specializzata in attività commerciali di import/export con presenze in 50 Paesi.
Come funziona
«Tutte le settimane con imbarco dall’aeroporto di Milano è ormai da un mese facciamo queste spedizioni – dice l’amministratore delegato di Agroittica Toscana, Claudio Pedroni –. Mentre per New York il pescato viene fatto decollare a bordo dei cargo della compagnia Delta Air Lines in partenza da Roma. Il tutto per la filiera del freschissimo per cui confezioniamo la merce in speciali contenitori che consentono la conservazione sotto ghiaccio».
Il made in Piombino
Le opportunità all’estero sono soprattutto in termini di valorizzazione del prodotto made in Piombino. «È un’attestazione della qualità del nostro prodotto e del modo con cui lo lavoriamo nella nostra fattoria del mare – sottolinea Pedroni –. Siamo stati cercati da Inalca che è un gigante del settore alimentare, perché garantiamo pescato che può vantare 11 certificazioni tra quelle di processo e di qualità. Ma anche perché le nostre sono orate e spigole che raccontano una storia. Il nostro pesce è allevato nel golfo di Follonica, di fronte all’arcipelago toscano, nel mare della Toscana. Sono elementi che fanno breccia, aspetti determinanti. Insomma, parlando di Toscana che è un marchio riconosciuto si vende il territorio che è dentro al nostro pescato».
I numeri
L’estero non è l’obiettivo di Agroittica Toscana, che conta 84 addetti. La produzione nazionale copre una quota di appena il 20 per cento del consumo interno e di questo la metà si produce a Piombino. La priorità è di guadagnare quote sul mercato italiano. Agroittica conta di crescere. Intanto dall’inizio dell’anno sono a regime altre otto gabbie nello specchio di mare in concessione, con un incremento del pescato di 800 tonnellate all’anno. «All’orizzonte c’è il progetto di realizzare il primo allevamento a mare di tonno in Italia, sulla scorta di esperienze consolidate in Spagna, Malta, Croazia e Turchia – dice Pedroni –. Già due vasche delle 48 in attività sono dedicate alla ricciola. Vogliamo puntare anche su specie alternative di pregio, su cui c’è una richiesta di alta qualità». Intanto, tra le novità c’è lo sbarco in Andalusia. In prossimità di Cadice la Agroittica Toscana ha affittato un moderno impianto per l’allevamento di ricciole. «È una specie pregiata quanto delicata, che lì viene allevata in una speciale vasca al chiuso, in cui l’acqua viene continuamente riciclata e filtrata con sistemi a raggi ultravioletti. Si tratta di una produzione di 100 tonnellate all’anno. L’affitto dell’impianto è per cinque anni, si tratta di una tecnologia replicabile anche da noi e molto sostenibile dal punto di vista ambientale».
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