Il Tirreno

Il lutto all'Elba

Addio ad Arturo, lo storico tabaccaio di Marina ucciso dalla stessa malattia della moglie

Addio ad Arturo, lo storico tabaccaio di Marina ucciso dalla stessa malattia della moglie

Pisani era un'istituzione storica del suo paese, il suo negozio al porto portava il numero 1

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MARINA DI CAMPO. Profonda commozione ha suscitato in paese (ma non solo) la notizia della morte di Arturo Pisani (72 anni), il tabaccaio per antonomasia del porto e di Marina di Campo.

Aveva ereditato dal padre Lido, ultranovantenne, la rivenditoria di Sali e Tabacchi, la prima che è stata creata in questo versante, e che nell’insegna affissa all’entrata nel negozio portava il numero 1, dove era possibile giovare alla Sisal, Totocalcio e al Enalotto.

Negli anni Duemila, la rivista “La voce del Tabaccaio” dedicò un articolo ad Arturo Pisani, considerandolo una vera istituzione storica del paese e di questo versante dell’Isola. Molte generazioni di campesi sono passati da questo locale e per tutti Arturo c’era. Con una battuta, un saluto. Era davvero l'amico di tutti. In molti lo ricordano per la giovialità e per la dote innata di saper stare a contatto con il pubblico e di intuire le varie e differenti esigenze, accontentando sempre tutti con la cordialità che lo distingueva.

La famiglia Pisani proveniva da Seccheto, favorendo, grazie alla sua conoscenza con gli Zimmer, gli imprenditori tedeschi che investirono nel secolo scorso, nell’industria del granito nelle cave di Seccheto, l’attività estrattiva di questo versante e contribuendo così allo sviluppo economico di questo versante. Da Seccheto, la famiglia si trasferì a Marina di Campo, per aprire la tabaccheria del porto, all’epoca gestita dal padre Lido.

Arturo non è stato soltanto il tabaccaio del paese, ma anche partecipava alla vita collettiva e sociale che si organizzava alla Marina. Per un certo periodo ha fatto parte anche della 'Schola Cantorum' di Campo organizzata da Corrado Nesi. È stato presente fino a quando la salute glielo ha permesso. Poi il solito male l’ha costretto ad allontanarsi.

È stato un combattente fino alla fine, non perdendo il suo innato buonumore. Ironia della sorte, anche sua moglie, venuta a mancare anni prima, era stata colpita dal medesimo male. Ieri la salma è stata portata a Livorno per la cremazione. Le ceneri saranno deposte, nella giornata di oggi, nella tomba di famiglia, accanto a quelle della moglie e della madre Dora.
 

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di Redazione web