Il Tirreno

Si entra nella galleria del Rosseto seguendo le tracce dei minatori

di Cecilia Cecchi
Si entra nella galleria del Rosseto seguendo le tracce dei minatori

Dall’archivio Mengozzi la storia delle miniere d’Italia

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RIO. Cento metri nella galleria del Rosseto, sulle tracce dei minatori. «Recuperate e riprodotte la Santa Barbara, con l’alloggiamento degli esplosivi, la zona di perforazione con macchinari originali e il fornello per poter accedere alla parte sottostante del dedalo di percorsi», spiega il sindaco di Rio Marco Corsini, a ridosso dell’inaugurazione, l’ultima in ordine di tempo del percorso che si propone di tenere salde le radici della memoria di Rio, stretta alle miniere e soprattutto a chi qui ha passato la vita lavorando.

Altro tassello al mosaico della memoria dopo la scelta di “recuperare” il pontile di Vigneria simbolo della storia mineraria elbana, non solo per i piaggesi (travolto dalla mareggiata nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 2018), col progetto che permetterà di “rivedere” l’antica struttura di archeologia industriale sul porto in miniatura. Poi il museo a cielo aperto: sette installazioni di reperti meccanici restaurati e posizionati in modo strategico nel cuore del paese.

Domenica scorsa un’altra giornata dedicata allamemoria. Al Parco minerario inaugurate due nuove realizzazioni che aggiungono valore e attrattiva a quelle che sono state definite le strutture museali più visitate dell’Arcipelago. Prima inaugurazione dedicata a una nuova sala del museo dei minerali - recente il restyling apprezzato dai partecipanti - all’interno della sede del Parco minerario di Rio. Sala dedicata all’ingegner Giovanni Mengozzi, ancor oggi in vita (quasi centenario), storico direttore delle Miniere demaniali di ferro dell’Elba e poi direttore generale di tutte le miniere e cave d’Italia. «L’archivio Mengozzi è un arricchimento del più grande archivio storico delle miniere ospitato qui – ricorda Corsini – patrimonio storico e documentale di grande importanza che riguarda tutta l’Italia. Da sempre ospitato era di proprietà della società Ilva che adesso lo ha donato al Comune». Durante l’inaugurazione della sala, è stato pure esposto il dipinto che l’artista Fabrizio Puccetti ha dedicato ai minatori di Rio e donato al museo. E non sono mancati riferimenti al 5 maggio 1814, alla visita di Napoleone Bonaparte nella sua nuova qualità di sovrano dell’Elba proprio a Rio Marina, allora sede dell’amministrazione delle miniere.

Momento più coinvolgente della giornata, certo l’inaugurazione del recupero della galleria del Rosseto; preceduta dal trasferimento con il trenino del Parco minerario. In “regia” la presidente del Parco minerario Alberta Brambilla Pisoni: «Felici che questa inaugurazione arrivi proprio oggi – ha commentato – quando abbiamo appena ricevuto il riconoscimento dei numeri, che nel 2023 hanno visto le nostre strutture museali come le più visitate del Sistema dell’Arcipelago Toscano. Quanto appena inaugurato dimostra che il percorso di crescita è stato tracciato nella maniera giusta, per rendere Rio, il suo straordinario ambiente e la sua storia sempre più ricercati dai visitatori dell’Isola d’Elba».

«Scoperta emozionante – dice lo speleologo amatoriale Massimo La Rosa, uno dei due riscopritori della galleria – all’epoca il Parco minerario, mostrandoci l’ampio carteggio, ci aveva segnalato che in questa zona avrebbe dovuto esserci una miniera. Quando arrivammo sul posto con il mio collega Mario Dubravev, trovammo due indizi nei binari ancora esistenti e un edificio diroccato nei pressi di una frana di massi. L’abbiamo trovata al secondo tentativo. Galleria particolare, con una nicchia che presenta una concrezione calcarea con cristallizzazioni di calcite rara da trovarsi». «Siamo in piena fase di riscoperta della nostra anima mineraria – conclude Corsini –. Abbiamo già ristrutturato l’edificio che speriamo possa servire da punto d’accoglienza, vorremmo recuperare i vagoni minerari. E stiamo lavorando all’organizzazione di eventi per promuovere e far vivere questo patrimonio».

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