Il Tirreno

Il caso

Assolto Fabio Serini, il fatto non sussiste: «Ho atteso 3mila giorni per questo»

di Luca Centini
Assolto Fabio Serini, il fatto non sussiste: «Ho atteso 3mila giorni per questo»

Il professionista di Suvereto catapultato nell’inchiesta di Roma Capitale

15 aprile 2024
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SUVERETO. Assolto perché il fatto non sussiste. Ci sono voluti oltre 3mila giorni, ma finalmente Fabio Serini può assaporare il lieto fine di una lunga vicenda giudiziaria per certi versi surreale. Lui, commercialista stimato a Suvereto, esperto di risanamenti aziendali e professore universitario presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, si è trovato catapultato nell’inchiesta giudiziaria con lo stadio di Roma come epicentro (sebbene Serini nella vicenda dello stadio non sia mai stato coinvolto) e con imputati illustri come l’imprenditore Parnasi, l’ex presidente del consiglio comunale De Vito e altri esponenti della politica romana nel pieno della consiliatura della sindaca Virginia Raggi. «Oltre 3mila giorni per raccogliere dal sistema giudiziario il giusto epilogo di una complessa vicenda che mi ha coinvolto quale professionista impegnato per dare un supporto al nostro Paese – commenta a caldo Serini – Penso alle tante emozioni vissute in questo lungo percorso. Il tempo mi consentirà di restituire l’affetto e la vicinanza ricevute. Anche di comprendere il resto». A distanza di così tanto tempo Serini non cede alla tentazione di uno sfogo scomposto, bensì prevale la voglia di ringraziare coloro che gli sono stati vicini in questo periodo difficile. Contattato dal Tirreno, il professore universitario riavvolge il nastro della vicenda.

Il caso

Il professor Serini, all’epoca dei fatti, aveva portato fino all’omologa il concordato di AAmps (l’azienda dei rifiuti di Livorno). Un successo professionale che, a stretto giro, creò il link romano. «Fui contattato dal gabinetto della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e dopo un colloquio, in base al mio curriculum, fui nominato commissario per risanare l’ente mutualistico del Comune (27.000 iscritti, 80 anni di vita e un deficit di 80 milioni) – racconta Serini – un risanamento complessivo che ha portato a cinque esposti alla Procura e alla Corte dei Conti per ammanchi, peculati e scarsa diligenza precedenti amministrazioni». Serini non è mai stato coinvolto nelle vicende legate alla realizzazione dello stadio a Tor di Valle che portarono all’arresto di Luca Lanzalone, uomo di fiducia della Raggi con il quale Serini aveva lavorato a Livorno. Ma il rapporto con l’avvocato genovese, evidentemente, bastò a generare sospetti. L’ipotesi mai provata del pm è che Serini avrebbe sfruttato il suo incarico da pubblico ufficiale in Aamps per avere il beneficio della conoscenza della Raggi e per ottenere l’incarico romano. L’accusa, pesante, era quella di corruzione per un atto d’ufficio e traffico di influenze illecite. Venerdì il giudice del tribunale di Roma si è pronunciato, cancellando un’ombra che Serini si è portato dietro per anni. «Assolto perché il fatto non sussiste».

«Il particolare momento storico vissuto dal nostro Paese comporta la necessità che anche le aziende pubbliche vedano implementate strumentazioni di controllo armonizzate che comportano la necessità di adottare cambiamenti organizzativi spesso strutturali – commenta Serini – Su tale percorso i professionisti rappresentano una risorsa essenziale». Lo stesso professore spiega come «l’azione risanatoria implichi spesso il superamento di barriere al cambiamento che è opportuno sfocino in critiche, revisioni all’operato dei professionisti risanatori ma non l’adozione di tagliole giudiziali che nient’altro potranno portare se non al blocco degli interventi migliorativi, al peggioramento dei servizi e, cosa peggiore, alla diffamazione mediatica di chi professionalmente si è proposto di servire il miglioramento della macchina pubblica. Il professionista corretto lavora infatti per l’ente che lo incarica e ciò a prescindere dalla guida politica che lo dirige». 

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