Il Tirreno

Edifici e degrado

Portoferraio, «la sede dei pompieri è fatiscente»: parte l’esposto in Procura

di Gabriele Buffoni
Portoferraio, «la sede dei pompieri è fatiscente»: parte l’esposto in Procura

Il delegato dell’Usb, Claudio Mariotti: «Così non si può andare avanti». Tra i tanti problemi il guasto da oltre un anno al cancello automatico per l’uscita in emergenza dei mezzi di soccorso

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PORTOFERRAIO. Hanno atteso un mese e mezzo. Dopodiché «in assenza di una risposta dal servizio ispettivo centrale, l’organo competente a vigilare sulla conformità delle sedi dei vigili del fuoco, abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica». A parlare è Claudio Mariotti, delegato toscano nel consiglio nazionale dell’Unione sindacale di Base per quanto riguarda il corpo dei vigili del fuoco. E al centro della protesta del sindacato c’è proprio la caserma dei pompieri di Portoferraio, l’edificio risalente ai primi anni Ottanta in via della Ferriera che da tempo ormai «è completamente abbandonato a se stesso – spiegano da Usb in una nota – dove il personale è costretto da anni a cercare di far funzionare qualsiasi cosa si guasta». Dalle tubazioni – ormai vetuste e spesso guaste – all’impianto elettrico che dà continui problemi.

La sede di Portoferraio non è l’unica che Usb ha deciso di portare all’attenzione delle Procure della Repubblica competenti per territorio: ci sono anche quelle di Aulla, Viareggio, Lucca e Castelfiorentino. Ma la caserma portoferraiese è l’unica, almeno per il momento, nella provincia di Livorno. Ed essendo anche il principale distaccamento che copre l’intero territorio elbano l’attenzione in merito a questa struttura è stata subito altissima. «Le nostre sedi di servizio non sono sottoposte ai controlli di Asl o della Medicina del lavoro – spiega Mariotti – ma a verificare che siano rispettate le norme previste nel decreto legge 81 del 2008 c’è il servizio ispettivo centrale. Peccato però che di fatto questo servizio non esista né intervenga. Abbiamo già presentato un mese e mezzo fa le problematiche strutturali relative a questa e alle altre sedi fatiscenti in cui siamo costretti a lavorare, ma di risposte non ne abbiamo mai avute. E così abbiamo deciso di rendere pubblica la questione portando il caso sul tavolo delle varie Procure».

Nel caso specifico di Portoferraio i problemi sono notevoli e annosi. A partire dal cancello che fa da sbocco di emergenza sulla strada: un cancello che dovrebbe essere automatico per lasciar uscire i mezzi il più velocemente possibile in caso di emergenza e che invece «è rotto da un anno e mezzo – spiega Mariotti – tant’è che la squadra che esce deve aprirlo e poi chiuderlo manualmente, perdendo tempo. Non solo: quel cancello resta di fatto aperto, basta spingerlo e chiunque dall’esterno può entrare. Non garantisce nemmeno più la sicurezza all’edificio». Ma c’è di più. «Oltre a questo la sede ha un serio problema all’impianto elettrico che non è più a norma: l’elettricità salta in continuazione e i vigili del fuoco restano spesso al buio. Per un distaccamento questa situazione non è accettabile: gli automezzi devono mantenere in caso di emergenza la massima efficienza e devono restare, quando in sosta, attaccati alla corrente elettrica per tenere cariche le batterie e a temperatura olio e acqua del motore. Inoltre – prosegue – in un container esterno è stato installato un compressore per ricaricare le bombole d’aria degli autoprotettori, strumenti per noi vitali durante gli interventi. Ma questo è alimentato da un semplice cavo “volante” da 220 Volt che si srotola dal container fino all’edificio principale. E questi – conclude – sono solo i problemi più gravi, a cui fanno seguito le infiltrazioni d’acqua lungo le pareti e i tanti problemi di manutenzione a cui spesso mettono una pezza gli stessi vigili del fuoco che lì lavorano».

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