Il Tirreno

Ambiente

«Costa con specie botaniche uniche»: Legambiente sollecita regole e tutela

di Cecilia Cecchi

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L'asteriscus maritimus a Punta Falcone
 

Piombino, prospettive e pericoli per le ex aree Anpil e la natura selvatica piombinese

01 aprile 2024
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PIOMBINO. Le aree protette, nel tutelare e conservare le specie e gli habitat naturali, rappresentano una valida espressione di convivenza e sviluppo sostenibile. Proprio la salvaguardia resta di primaria importanza anche per Legambiente. Al centro dell’attenzione, adesso, ci solo le prospettive e pericoli per le ex aree Anpil (Area naturale protetta di interesse locale) e la costa piombinese dove queste “difese” sembrano mancare.

La zona Anpil a Piombino città cominciava da Punta Falcone. «Zona – spiega il presidente di Legambiente Adriano Bruschi – che già dovrebbe essere considerato un geo-sito per essere formato da cuscini di lava formatisi nelle profondità del mare 250 milioni di anni fa e poi emersi nel corso delle ere geologiche. Unico pezzo di costa toscana con la presenza di una specie botanica rara come l'asteriscus maritimus».

«Dopo l’abolizione degli istituti di protezione ambientale Anpil Aree naturali di interesse locale, Parchi provinciali e Sir (Siti di interesse regionale) – aggiunge Bruschi –, queste aree senza questo tipo di vincoli rischiano la snaturalizzazione e anche il cemento».

Sul promontorio di Piombino permane un vincolo di Zsc - Zone Speciali di Conservazione «ma questo è meno esteso dell’Anpil, in particolare non è protetta tutta la zona – sottolinea Bruschi – intorno a Baratti e l’area fino alla Torraccia, che andrebbe a unirsi con il parco di Rimigliano. Nella Costa Est non esiste più il vincolo Anpil alla Sterpaia, infatti c’è stato un tentativo di nuovo villaggio vacanze. Il rischio? Che tutte queste zone siano solo aree verdi comunali in cui proprio i comuni possono autorizzare di tutto, come è stato il tentativo nella Sterpaia. Sulla costa piombinese ci sono porzioni che meriterebbero maggior tutela perché hanno caratteristiche naturali uniche».

«Come il promontorio del Falcone – spiega ancora Bruschi – formato da una roccia con una conformazione particolare, (pillow lavas, lava a cuscino) unica nella costa toscana, di origine vulcanica formatisi milioni di anni fa sul fondo del mare e poi emersa. Quindi dovrebbe essere considerato un geosito di interesse regionale. Inoltre su questo promontorio cresce una pianta rara asteriscus maritimus, un piccolo fiore che cresce in Toscana solo sulla costa piombinese e trova sul Falcone il suo ambiente ideale. A maggior ragione, anche questa zona andrebbe ricompresa tra i siti di Natura 2000». «Chiediamo – propone il presidente di Legambiente – che tutte le zone già tutelate da vari vincoli, fino alla loro abolizione del 2015 tornino ad essere protette da nuovi strumenti e si proceda per un disegno complessivo che preveda ad esempio una nuova Riserva naturale regionale che unisca l’esistente riserva Orti-Bottagone, alla Sterpaia e all’ex Parco Provinciale di Montioni. Chiediamo l’istituzione di un’area marina protetta per gran parte del promontorio. Inoltre, progettare un unico disegno complessivo di aree protette tra il mare e l’entroterra, connettendo e valorizzando le importanti zone collinari dell’entroterra di Campiglia e Suvereto (ex Anpil, ex Parco Provinciale) anche attraverso un progetto di parco fluviale del Fiume Cornia. L’auspicio? Collegando tutte le aree protette della Val di Cornia, da San Vincenzo a Piombino, Campiglia e Suvereto, si possano gettare le basi per un prossimo 4° Parco Regionale della Toscana».




 

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