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«Pochi volontari, rischio chiusura» Comitato festeggiamenti cerca aiuto

di Cecilia Cecchi
«Pochi volontari, rischio chiusura» Comitato festeggiamenti cerca aiuto

Marinai e Bientinesi: «Così perdiamo la storia, Cicciolo e la sagra del pesce»

27 marzo 2024
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PIOMBINO. «Bisogna a tutti i costi richiamare l’attenzione. Ci vuole una foto, come in quel manifesto americano dello Zio Sam, col dito che punta in direzione di chi osserva. Anche se nel famoso manifesto si reclutavano soldati e noi vorremo solo persone volenterose di proseguire una storia importante per la città e per tutti da 39 anni». Michele Marinai non sa più cosa inventare per evitare la scomparsa del Comitato festeggiamenti piombinese, spalla a spalla con il presidente Paolo Bientinesi.

Salvare il Comitato festeggiamenti e i “simboli” cittadini a questo Comitato storicamente legati: Cicciolo e la Sagra del pesce. Tanto impegno e anche se sono rimasti praticamente soli e non si arrendono: «Ora però c’è poco tempo – spiegano –. Entro maggio dovremo presentare il programma di attività per l’estate».

Vero che quest’anno è stato un Cicciolo “diverso”, il primo non a firma Comitato neppure in parte. «Bello sì ma... – ricordano –. Prima? La sfilata da piazza Costituzione, un’infinità di coriandoli regalati ai bambini, però quest’anno era impossibile lavorarci su...».

«In realtà? – confermano – I problemi sono cominciati tempo fa anche se gli ultimi due anni sono stati difficilissimi. Rispetto alla nutrita base che c’era fino al 2015... impossibile fare paragoni. Siamo rimasti sempre meno, fino ad essere in due ad occuparci di tutto dall’organizzazione alla realizzazione di qualunque cosa. Cicciolo e sagra senza dubbio i due eventi più rappresentativi del Comitato. Gli altri? Erano sfumati rapidamente, dall’uscita di Babbo Natale con la slitta alle richieste di partecipazione ad altri eventi tipo Agosto con gusto, Solstizio, Calici di stelle, Baratti sport festival».

«Cicciolo – sottolineano – da sempre sul fronte Carnevale e la sagra ripresa in maniera stabile proprio a partire dagli anni Ottanta sono la storia dell’associazione fusa con quella di Piombino». L’atto di costituzione dell’associazione – custodito ancora nella sede a ridosso del vecchio palazzetto – è del gennaio 1985. A firmare il documento oltre al notaio Bartolini, Ivo Biagi, Furio Moni, Isaro Montagnani, Tino Marchionni, Nedo Caramante, Paolo Zannerini, Laura Lattuada, Aleando Ottanelli, Mario Barsellini, Francesco Bernardi, Alberto Flippi. Ognuno legato a molta vita di città.

«A lungo c’è stata una base di soci nutrita con una ventina di persone sempre pronte a dare una mano – aggiungono Marinai e Bientinesi – fosse il mascherone di Carnevale, nato in Magona a fine anni Cinquanta e portato avanti da noi o il padellone del pesce. Poi, mentre gli anziani non ce l’hanno fatta più, è mancato il ricambio. Con le altre associazioni abbiamo provato, ma niente. Siamo ancora iscritti al Cesvot, accreditati presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e il terzo settore. L’idea è passare le redini pur continuando ad aiutare. Abbiamo investito in friggitrici, frigoriferi: vorremmo insegnare come usare tutto questo. Purtroppo c’è stato poco interesse pure da parte degli amministratori che sono andati ovunque ma da noi no. Il passaggio della sagra dal piazzale d’alaggio all’ex Pro patria? Un disastro per le persone: spazi diversi, disagi per le lunghe attese. Evidente che questo tipo di eventi non è più una priorità. Ma ora cerchiamo solidarietà insieme a volontà e passione: tutto per riuscire a mantenere viva la tradizione».

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