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L’Elba sarà ancora l’isola delle spiagge: «Resisterà all’innalzamento del mare»
Il geologo Enzo Pranzini: «Lo Scoglio non farà la fine degli atolli del Pacifico». Ma ci sono comunque zone a rischio di inondazione
PORTOFERRAIO. «L’Elba non farà la fine di isole coralline del Pacifico, che stanno per essere sommerse dall’innalzamento del livello del mare. Lo Scoglio dovrà invece fare i conti col fenomeno innescato dal riscaldamento globale nel 2100».
Lo afferma Enzo Pranzini, geologo fiorentino autore di vari studi sull'erosione isolana, ad esempio nel campese e in altri lidi, ai quali nel tempo sono seguiti vari ripascimenti. Il professore universitario, esperto di livello internazionale, ha di recente edito, con la Manifestolibri, un testo di successo “La strategia di Noè. Come adattarsi al mare che avanza” che tratta proprio di tali tematiche. «L'Elba – dice il docente in dinamica e difesa dei litorali al Tirreno – solo 20.000 anni fa era collegata al continente, era un ampio promontorio ed è diventata isola grazie alla fusione delle calotte glaciali che coprivano i continenti. Ora la riduzione dei ghiacciai alpini, e soprattutto di quelli dell’Antartide, renderanno il Canale di Piombino un po’ più largo per l'innalzamento del mare».
Pranzini segnala che il livello degli oceani si è innalzato di circa 20/ 25 centimetri dalla fine del 1800 ad oggi, e ora sale di 4,5 millimetri l’anno e preoccupa una accelerazione del fenomeno anche se attueremo subito tutto quanto sarebbe necessario per frenare il riscaldamento globale.
«Comunque, nel nostro mare l’innalzamento lungo le coste sembra leggermente inferiore. Bisogna anche considerare che non è solo il livello del mare a salire, anche le pianure costiere tendono ad abbassarsi. La pianura del Cornia sta calando e prima delle bonifiche esisteva una ampia palude e poi si riformerà».
E quali sono le previsioni che la scienza fa per i prossimi decenni?
«Nel 2100, – fa notare il geologo – e chi nasce oggi potrà vivere fino a tale data, la Terra sarà completamente trasformata per l'innalzamento del mare, tanti promontori diventeranno Isole d’Elba! Si stima che le acque marine cresceranno per il 2100 di un metro, e forse di più. Molto dipenderà da quanto saremo stati in grado di ridurre l’effetto serra, quello che tiene calda la Terra con i gas che noi emettiamo e che limitano l’uscita del calore dall’atmosfera. Bisogna comunque prepararsi a ciò».
Lei ha esperienza nella difesa dei litorali dall’erosione; esistono tecniche per proteggerci da un mare più alto?
«Nel libro faccio presente che purtroppo si è edificato molto sulle coste e per proteggersi dalle onde del mare sono state fatte opere, ma l’acqua che s’innalza passa attraverso le scogliere, dalle imboccature dei porti, dalle foci dei fiumi e dei canali. La Banca Mondiale ha stimato che per difendere un terzo delle coste del pianeta si dovranno spendere 18 trilioni di dollari da qui al 2100».
E l'Elba come cambierà?
«Le parti montuose e collinari la rendono meno esposta a questo processo rispetto alla Versilia, alla Pianura di Pisa, al Golfo di Follonica e alla pianura di Grosseto. Certo più a rischio è la pianura campese. L’Enea la identifica come una zona con superfici che verranno allagate, anche con scenari che non sono quelli più pessimistici. E problemi simili si potranno avere per la baia di Mola e anche per il Golfo di Portoferraio, con Magazzini e Schiopparello che non hanno quote molto elevate. Per i centri abitati sarà necessario fare, come per tutti gli insediamenti presenti sulle coste del mondo, un’analisi del rischio di inondazione e, per i casi in cui questo risultasse elevato, un piano di adattamento o di arretramento. Ma, in confronto a quanto accadrà nel mondo, l'Elba potremo considerarla un’Isola felice».
E che fine faranno le spiagge?
«Sono meno soggette di altre all’erosione per l’innalzamento del livello del mare. Si pensa infatti che questo fenomeno sia accompagnato da un pari sollevamento dei fondali fino a dove le onde possono muovere i sedimenti; sollevamento che avverrebbe a spese della spiaggia e delle dune. Ma le spiagge elbane hanno una forte pendenza, e i sedimenti necessari per compensare l’innalzamento del livello del mare saranno assai meno di quanti non ne verranno richiesti a Forte dei Marmi. Purtroppo, le spiagge elbane sono molto strette e forse sarà necessario aiutarle regalandogli un po’ di sabbia».
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