Il Tirreno

Mare

Piombino, la spiaggia di Torre Mozza sta morendo: l’erosione la mangia poco a poco

di Luca Centini

	La spiaggia di Torre Mozza e i danni per le ultime mareggiate
◗
La spiaggia di Torre Mozza e i danni per le ultime mareggiate

Le mareggiate hanno assestato un altro colpo: in macerie i muretti dell’ex villaggio

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Se quella contro l’erosione costiera può essere considerata a tutti gli effetti una guerra di logoramento, allora la spiaggia di Torre Mozza di quella guerra è la prima linea. La spiaggia gioiello della Costa Est, l’ultima del territorio comunale di Piombino al confine con Follonica, è arretrata in modo impressionante negli ultimi anni.
Le mareggiate di questo inverno hanno assestato un altro colpo tremendo e se la sono presa con quello che resta dei muretti che separavano l’arenile dalla pineta. Il progetto anti-erosione del Comune di Piombino, che consiste nel sistemare delle barriere “soffolte” in modo da tappare i varchi nella beach rock naturale e in un intervento di ripascimento, non partirà neanche questa stagione. Nel frattempo quella della spiaggia di Torre Mozza è una vera e propria agonia.
Il logoramento
Anni Novanta. Il villaggio turistico di Torre Mozza è ancora una realtà viva. Nella pineta centinaia di turisti occupano i bungalow in legno, le tende e le roulotte dislocate nella bellissima pineta. Il villaggio è una vera e propria comunità di turisti, per la maggior parte toscani. Un mondo a parte che non esiste più. La spiaggia in quegli anni è il fiore all’occhiello della vacanza a Torre Mozza. Splendida, sabbia finissima e profonda decine di metri. Basti pensare che nei giorni di bassa marea la scogliera che emerge e dalla torre e corre in parallelo alla linea di costa fino alla Baia Toscana, era davvero a pochi passi.
Oggi per raggiungerla occorre camminare per alcune decine di metri.
La grande spiaggia non c’è più e nel tratto che corre lungo i resti del vecchio villaggio turistico raso al suolo, è rimasta una sottile lingua di sabbia che scompare completamente nel punto in cui si apre il varco più ampio della beach rock naturale.
Il disastro del mare
Il mare è calmo. Non ci sono onde sulla spiaggia che dalla Torre Mozza conduce fino alla Baia Toscana. La sabbia è battuta, come spianata dalle mareggiata degli ultimi giorni. Quando si arriva a costeggiare l’ex campeggio, si avverte tutta la potenza dell’azione erosiva degli ultimi anni. E alla malinconia per un luogo di aggregazione e di turismo che non esiste più, si aggiungono le macerie. Il mare ha scavato intorno, isolandola dal contesto, una vecchia scalinata in cemento. Una volta era uno degli accessi che gli ospiti del villaggio utilizzavano per raggiungere la spiaggia, ora è solo un resto pericolante, demolito dalle mareggiate. Una rete rugginosa, protesta verso il mare, muretti spaccati dall’azione del mare che ha scavato fin dentro la vegetazione, arrivando ai piedi dei maestosi pini marittimi, la cui sopravvivenza è messa a repentaglio dall’azione intrusiva del salmastro. Il segno della forza del mare si percepisce chiaramente osservando una sorta di canyon alto diversi metri, scavato dopo che le mareggiate hanno spazzato via il muretto che una volta separava l’arenile dall’area del campeggio. Un disastro, dunque, che però non è attribuibile soltanto alle ultime mareggiate, ma è dovuto a un fenomeno che, per diverse cause, ha alterato l’equilibrio del golfo.
Il progetto atteso
Per salvare Torre Mozza è attesa da tempo la realizzazione del progetto antierosione da circa 4 milioni di euro elaborato dal Genio civile di Livorno e di Grosseto, e finanziato dalla Regione Toscana, che ha già ottenuto il parere positivo della conferenza dei servizi.
Il progetto consiste nel chiudere con l’utilizzo di barriere sommerse i varchi che il mare ha aperto nella beach rock naturale e, di conseguenza, nel completare un intervento di ripascimento con 30mila metri cubi di sabbia prelevata dal Cornia. L’idea era quella di procedere in due stralci: prima dell’estate la sistemazione delle barriere soffolte e dopo l’estate il ripascimento. Ma, come ha spiegato nei giorni scorsi l’assessore Marco Vita al Tirreno, visti i tempi stretti pare difficile che il cantiere possa partire prima dell’estate. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web