Gioco
Piombino, riesplode l’emergenza acqua: tredici famiglie restano a secco
Cotone: è la stessa palazzina visitata nell’aprile scorso da Laura Boldrini
PIOMBINO. Esplode di nuovo l’emergenza acqua al Cotone. E torna a colpire la stessa palazzina che meno di un anno fa attirò l’attenzione anche della deputata (ed ex presidente della Camera) Laura Boldrini.
Tredici famiglie si ritrovano così già da alcuni giorni con il contatore condominiale chiuso da Asa spa, l’azienda che gestisce il servizio idrico anche nella zona del comune di Piombino. Completamente a secco, esattamente come nella primavera del 2023, e per lo stesso motivo: una situazione di morosità pregressa e particolarmente importante che ancora oggi non è stata del tutto sanata.
Il maxi-debito
I tecnici di Asa sono intervenuti in settimana «con la chiusura del contatore per un ingente debito – comunicano dall’azienda che gestisce il servizio idrico – dopo aver contattato più volte l’amministratore e a seguito dell’inivio di un bollettino di acconto per evitare la sospensione dell’erogazione dell’acqua». Ma la situazione per la palazzina colpita dalla chiusura del contatore condominiale hanno radici profonde, che si perdono negli anni passati.
«Quando ho assunto l’amministrazione di questa palazzina un anno fa ho ereditato questa situazione di grave difficoltà gestionale – spiega l’amministratrice attuale, Valentina Viegi di Piombino – il debito con Asa ammontava a oltre 40mila euro e c’erano anche altre insolvenze che era necessario sanare quanto prima. È stata un’operazione molto laboriosa – spiega – ma in questi mesi siamo riusciti a ridurre la morosità con Asa a circa un quarto di quella che era allora. Questo perché, oltre ai pagamenti iniziali per ridurre il debito, con Asa abbiamo concordato un piano di rateizzazione che ci ha permesso quantomeno di gestire la situazione fino a ora». Poi però con l’ultima rata «sono sorti nuovi problemi, in particolare con alcuni condomini che non pagano in maniera sistematica, e questo ha portato a non poter saldare la rata e alla conseguente chiusura del contatore. Entro la fine della prossima settimana però – assicura l’amministratrice – riusciremo a pagare quanto necessario per farci riallacciare al servizio: stiamo cercando di raccogliere i soldi necessari – spiega – anche con lo sforzo di chi ha già pagato le sue quote ma si ritrova, purtroppo, penalizzato da questa situazione».
Una storia infinita
Al Cotone non è certo la prima volta che l’emergenza acqua diventa un problema di enormi proporzioni. Lo scorso novembre fu chiuso il contatore del palazzo vicino a quello attualmente colpito dal provvedimento di Asa e l’intervento dei tecnici dell’azienda portò addirittura alla momentanea chiusura dell’ufficio postale del quartiere (al piano terra della palazzina e rimasto a sua volta senza la possibilità di garantire i necessari servizi igienici per l’apertura al pubblico). Generando numerose proteste da parte dei residenti, tutti colpiti dal disservizio.
La visita di Boldrini
La stessa palazzina interessata da quest’ultimo provvedimento fu oggetto della visita della deputata del Partito democratico.
Allora la chiusura del contatore e i conseguenti disagi portarono le tredici famiglie coinvolte allo stremo e la fornitura del servizio fu riattivata solo dopo 20 giorni di stop, dopo il passaggio di testimone alla nuova (e attuale) amministratrice e la somma di una quota che rassicurò i vertici di Asa circa la risoluzione del problema. Che oggi, purtroppo, è tornato a ripresentarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
