Toscana
Autovelox a Piombino, il Prefetto difende il rilevatore ma AltVelox minaccia esposti
D’Attilio: «Nessun risarcimento previsto per chi ha già pagato»
PIOMBINO. «Per quell’apparecchio è stata fatta tutta l’attività istruttoria necessaria. Le coordinate gps sbagliate? Sono state trasmesse dalla polizia stradale, un mero vizio di forma: io l’ho autorizzato per essere posizionato nel punto in cui si trova». A parlare è il Prefetto di Livorno Paolo D’Attilio. Che da un lato ammette l’errore – al punto da aver già archiviato 6 verbali per i quali gli automobilisti multati avevano fatto ricorso – ma dall’altro difende la legittimità di quello che è stato definito da tempo “l’autovelox della discordia”.
Mai come adesso l’appellativo affibbiato al rilevatore di velocità posto su viale Unità d’Italia, poco dopo l’inizio della discesa in ingresso alla città (e allo svincolo per il porto) risulta calzante. In città ormai i fronti sono ben delineati e sul tema si preannuncia una battaglia accesa, che dai banchi del giudice di pace potrebbe pure finire su quelli della Corte dei Conti. Da un lato ci sono infatti l’associazione per i diritti dei consumatori Migliore Tutela-AltVelox e le decine di migliaia di automobilisti multati (erano 10.555 quelli caduti nella “trappola” dell’autovelox solo nei tre mesi estivi del 2023) pronti a reclamare un rimborso perché nei primi otto mesi di attività di quell’apparecchio l’autorizzazione prefettizia riportava coordinate gps diverse da quelle del punto dove effettivamente è stato piazzato. Dall’altro invece la Prefettura di Livorno e il Comune di Piombino che, anche ieri, hanno ribadito la contrarietà a qualunque forma di risarcimento per coloro che ormai la sanzione l’hanno pagata.
«Un cavillo formale»
A garantire per la legittimità dell’autovelox è proprio lo stesso Prefetto di Livorno. Che, contattato dal Tirreno, non ha affatto negato la presenza di un errore nelle coordinate gps del rilevatore presente in tutti i verbali emessi dalla polizia municipale di Piombino grazie all’intervento dell’apparecchio dalla data di inizio della sua attività (il 22 aprile 2023) fino a quando, su segnalazione dello stesso Comune, la Prefettura ha corretto l’inesattezza (ovvero il 20 dicembre scorso).
«Un cavillo formale – spiega però D’Attilio – perché tutto l’iter tecnico e i sopralluoghi necessari alla rilevazione sono stati eseguiti perfettamente. Solo che per quella strada non c’è alcuna indicazione chilometrica ed è stata necessaria una rilevazione gps: la polizia municipale ha trasmesso in modo corretto l’indicazione delle coordinate alla polizia stradale ma nel successivo passaggio, da quest’ultimo organo alla Prefettura, la trascrizione è stata errata. L’errore quindi – dichiara – non implica che la postazione non sia nel posto giusto: è stata piazzata esattamente dove sono stati fatti tutti i rilievi. E dove la stessa polizia stradale, che è l’organo tecnico della Prefettura in questi casi, ha ritenuto ci fossero i requisiti necessari per un autovelox: dai tassi di incidentalità alle caratteristiche della strada fino alla cartellonistica. Che per quanto si possa migliorare – ammette – è comunque presente».
Intanto però quel «vizio formale» è costato un dietrofront con l’archiviazione di 6 multe per le quali è stato presentato ricorso direttamente in Prefettura. Un numero però presumibilmente destinato a salire, dato che altri multati hanno presentato ricorso al giudice di pace e sono in attesa di una sentenza che non potrà non tenere conto di questa inesattezza riportata sui verbali.
La battaglia dei rimborsi
Intanto però è scattata la corsa al rimborso. L’appello lanciato da AltVelox agli automobilisti multati nel corso del 2023 e che hanno già pagato la multa ha portato molti a farsi avanti. Tant’è che «abbiamo già inviato le prime richieste al Comune – spiega il presidente dell’associazione Gianantonio Sottile Cervini – e ci aspettiamo a breve una loro risposta formale. Se sarà un rifiuto a concedere indietro soldi e punti patente a questi automobilisti che sono stati sanzionati da un autovelox che in quel momento non era autorizzato, allora ci faremo trovare pronti e presenteremo esposti in Procura e alla Corte dei Conti chiedendo di fare chiarezza su questa vicenda».
Un braccio di ferro che vede ancora una volta l’intervento netto del Prefetto di Livorno. «Il pagamento equivale a un’ammissione di colpa – spiega D’Attilio – dato che è scaduto il termine dei 60 giorni dalla notifica del verbale entro il quale si può fare ricorso, anche in autotutela, chi ha pagato non può chiedere rimborsi. Ho annullato i verbali di chi ha fatto ricorso perché un errore formale c’era, ma chi ha ricevuto la sanzione ha comunque commesso una violazione al codice della strada. E quell’autovelox – ribadisce – è posizionato correttamente ed è autorizzato a fare verbali».
«Un vanto per il Comune»
Ferma anche la posizione del Comune sul caso. «Tutti possono chiedere e fare ciò che richiedono opportuno – dichiara l’assessore alla polizia municipale Vittorio Ceccarelli – ma un conto è un errore, un conto è un vizio di forma. E soprattutto ci sono dei tempi tecnici entro i quali fare ricorsi e richiedere risarcimenti. Il nostro Comune è uno dei più virtuosi per quanto riguarda le autorizzazioni chieste per quell’autovelox, per cui siamo sicuri dell’iter che abbiamo seguito. Le minacce di AltVelox non le prendo nemmeno in considerazione. Oltre a essere legittimo – conclude l’assessore – quel rilevatore è un nostro vanto: da quando è stato installato non c’è più stato un solo incidente all’incrocio tra viale Unità d’Italia e via Medaglie d’oro della Resistenza, uno dei punti stradali più pericolosi di tutta Piombino».
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