Gioco
Addio a Paolo Camelli, Piombino piange lo storico sindacalista
Aveva 74 anni: lascia la moglie e tre figlie. Il ricordo dei colleghi e della sindaca di Campiglia
PIOMBINO. «Dai, senti Camelli». Per noi del Tirreno era un passaggio obbligato quando occorreva verificare una notizia in campo sanitario. Tagliano personale in un reparto, si è verificato un disservizio, c’è una protesta dei lavoratori. Parlare con il dirigente della Uil era come ottenere un certificato di garanzia, un modo sicuro per pesare una notizia. «Una persona seria e un sindacalista di grande esperienza». Così lo ricordano gli amici e i colleghi che in questi anni hanno incrociato il passo con Paolo Camelli, storico responsabile locale della Uil per il comparto della funzione pubblica.
La tragica notizia
Camelli aveva 74 anni. Da tempo non stava bene. Era alle prese con una malattia. Le sue condizioni sono peggiorate, fino a portarlo alla morte sopraggiunta nel pomeriggio di lunedì 4 marzo. Una notizia che si è diffusa rapidamente in città. Sono tantissimi i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia e pubblicati sui social. Una testimonianza di come Paolo abbia lasciato un segno indelebile nel suo percorso di vita e professionale. Ex dipendente del Comune di Campiglia, Camelli ha intrapreso presto la carriera nel sindacato. Prima un passaggio con la Cgil, poi un lungo percorso nella Uil, nella quale ha assunto un ruolo di dirigente, divenendo un punto di riferimento a livello provinciale nel settore della pubblica amministrazione e della sanità. Non era un uomo che affrontava le questioni in maniera superficiale. Su temi complessi come quelli della sanità, degli organici dell’ospedale e sul territorio aveva idee chiare, supportate sempre da numeri e dettagli. Riflessivo, ma determinato quando ad essere messi in discussione erano i diritti dei lavoratori. Ha seguito le attività del sindacato fino in fondo. Solo pochi giorni fa aveva partecipato a una riunione importante collegato da casa. Troppo forte il senso di responsabilità e l’attaccamento nei confronti della Uil.
Il ricordo
«Era un sindacalista molto preparato – commenta Vincenzo Renda, segretario regionale di Uil Toscana – per noi era davvero un punto di riferimento nel settore della pubblica amministrazione. È una grave perdita». Emilio Chierchia, segretario provinciale della Uil, ha lavorato fianco a fianco con Camelli per dieci anni. «Abbiamo seguito assieme la trasformazione della sanità, la creazione delle aree vaste. Abbiamo macinato migliaia di chilometri – racconta –. Paolo aveva un’esperienza e una storia fuori dal comune. In una situazione in cui i servizi sanitari venivamo ridotti, ha rappresentato un vero baluardo. Che vi devo dire: non è sostituibile. Era un mio fratello maggiore». Tantissimi i messaggi rivolti al dirigente della Uil da parte di amici, colleghi sindacalisti, amministratori e politici che in questi anni hanno avuto a che fare con lui. «Apprendo incredula della scomparsa di Paolo Camelli con il quale più volte ho avuto il piacere di confrontarmi e misurarmi sui temi della sanità e più in generale della salute del nostro territorio – scrive la sindaca di Campiglia, Alberta Ticciati –. Una persona appassionata e determinata, pronta a lottare per le proprie convinzioni e i propri credo. Merce rara». «La scomparsa di Paolo Camelli – commenta il consigliere regionale Gianni Anselmi – addolora e intristisce. I lavoratori della sanità perdono un riferimento solido e competente, io un amico e un interlocutore leale con cui condividevo la passione per l’interesse generale e la ricerca di soluzioni. Condoglianze di cuore alla sua famiglia e a Uil Sanità». «Camelli – dicono da Asl – per molti anni è stato un punto di riferimento del sindacato impegnato su tematiche sanitarie. Si è impegnato con determinazione per la tutela dei diritti dei lavoratori evitando sterili prese di posizione, ma cercando sempre di trovare un modo costruttivo per arrivare a un punto di incontro e mediazione. Negli ultimi anni ha partecipato attivamente anche ai tavoli zonali e di programmazione sanitaria rappresentando sempre il punto di vista dei cittadini nell’ottica dell’interesse collettivo e a salvaguardia del patrimonio della salute pubblica. I dirigenti delle Relazioni Sindacali, la direttrice generale dell’azienda UslToscana nord ovest Maria Letizia Casani e la direzione, col personale Asl, esprimono alla famiglia le più sentite condoglianze». Camelli lascia la moglie Simonetta, le figlie Deborah, Laura e Paola.
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