La protesta
La nuova sfida di Zini: «Il progetto va completato voglio raccogliere i frutti»
Il sindaco apre ufficialmente la corsa al secondo mandato: «Il lavoro fatto è stato importante nonostante le molte difficoltà»
PORTOFERRAIO. Portoferraio «Voglio raccogliere i frutti che abbiamo seminato in questi cinque anni». Angelo Zini, sindaco in carica di Portoferraio, annuncia ufficialmente al Tirreno la sua discesa in campo. Una candidatura data per certa sia a destra che a sinistra ormai da tempo, ma di fatto mai lanciata in maniera formale dal primo cittadino. «È andata così – racconta Zini –: prima della fine dell’anno, in occasione di una conferenza stampa sulle questioni finanziarie del Comune, risposi a una domanda di un giornalista, spiegando che la mia intenzione era di proseguire il percorso. Ma una vera e propria dichiarazione ufficiale non l’ho mai fatta».
Da allora, in pochi mesi, lo scenario politico è molto cambiato.
«Sì, in poco tempo la scena si è riempita di altre proposte, idee, liste e candidati. Ecco, questa partita la gioco anch’io».
Zini, perché ha deciso di restare in campo?
«Siamo partiti cinque-sei anni fa con il progetto di Cosmopoli Rinasce. Una lista civica che aveva e ha valori di riferimento precisi, basati sulla ricerca del dialogo, della trasparenza, dell’inclusione e della solidarietà. Abbiamo lavorato a un progetto aperto al confronto con la cittadinanza con una forte valenza civica. Un progetto che riteniamo di aver portato avanti con coerenza e onestà in questi anni, pur tra mille difficoltà. Ora si tratta di portare a termine le intenzioni, i progetti e le idee che sono state costruite in questi anni».
È soddisfatto del percorso di questi cinque anni?
«Avremo modo di raccontare in modo puntuale quanto fatto con la relazione di fine mandato. Non dimentichiamo che questi cinque anni sono stati molto complicati e travagliati. Un po’ per motivi oggettivi che hanno riguardato tutto il mondo, come la pandemia che di fatto ci ha tolto due anni. Un po’ per altre questioni locali, tra cui la complicata situazione finanziaria dell’ente che è venuta a manifestarsi per effetto del monitoraggio della Corte dei Conti a partire dal 2015 in poi. Una situazione che ci impone un piano di riequilibrio finanziario e inevitabilmente ha frenato la gestione amministrativa degli ultimi anni».
Come si riparte dopo cinque anni al timone del Comune?
«Mi rendo conto che questo progetto ha bisogno di essere arricchito, di trovare altre forme di sostegno. Ci sarà sicuramente una lista civica che continuerà ad aprirsi sempre più alla società civile».
E la politica?
«Voglio sottolineare la posizione espressa dal Pd che pur guardando in modo non acritico il lavoro di questi anni, ha sottolineato come la mia ricandidatura sia la scelta giusta per quanto prodotto. La nuova fase che si apre comporterà un maggiore riconoscimento del rapporto tra il soggetto civico e la politica».
Rapporto che si limiterà al Pd?
«Ho apprezzato nella nota del Partito Democratico l’appello che viene rivolto alle altre forze del campo progressista e democratico, così come ho apprezzato la disponibilità al confronto con queste forze per l’aggiornamento e l’arricchimento del progetto che abbiamo messo in piedi».
Insomma, la mano è tesa. Ma dalla ricostruzione che è emersa il dialogo si sarebbe interrotto proprio sulla sua ricandidatura....
«Ho partecipato tempo fa a una riunione pubblica. La discussione non andò bene, mi fu chiesto se ero disponibile a farmi da parte. Risposi che la mia candidatura ormai era in campo, ma che ero disponibile a un confronto totale e aperto su tutti i temi. La mia posizione resta la stessa».
C’è un punto per il quale è più necessaria la discontinuità con il passato?
«Occorre riprendere un andamento di normalità nella gestione dei rapporti con i cittadini, avere una capacità di un dialogo più costante e diretto con la città. Su questo mi prendo le mie responsabilità, è un aspetto che va migliorato. Per il resto mi ritengo soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto nelle difficoltà che abbiamo incontrato. Abbiamo rimesso in piedi la macchina comunale, fatto tante assunzioni, sistemato le questioni relative alle società partecipate. Il lavoro è stato importante, purtroppo si vede poco. E probabilmente non è stato comunicato nel modo modi giusto».
Insomma, per questo motivo vuole andare avanti?
«Io non ho aspirazioni particolari di carriera, quello che potevo fare l’ho fatto. Quello che cerco è avere la soddisfazione non solo personale di vedere concretizzate le nostre idee proposte ai cittadini».
Allargando lo sguardo sull’isola qual è il ruolo di Portoferraio?
«Quando sono arrivato Portoferraio era fuori da tutto, ora abbiamo la presidenza della conferenza dei sindaci per la sanità, la presidenza della comunità del Parco, la presidenza della conferenza zonale dell’istruzione, siamo nel direttivo nazionale dell’Ancim, siamo dentro la Gestione associata del turismo, dove giochiamo un ruolo da protagonisti. Stiamo partecipando a tutte le vicende più importanti, dall’aeroporto alla continuità territoriale marittima di cui si sta discutendo con la Regione proprio in questi giorni. Il protagonismo di Portoferraio lo rivendico».
Il centrodestra si è mosso, Nocentini da buon imprenditore dice che sa dove mettere le mani per far ripartire la città. Perché un elettore dovrebbe scegliere ancora lei?
«Per governare un Comune e amministrare Portoferraio non è sufficiente essere un buon imprenditore, perché le dinamiche dell’amministrazione pubblica non sono le stesse che valgono per un’azienda privata. È tutta un’altra storia, le regole e i tempi sono diversi. Credo che valga invece la capacità di conoscere la società che si vive e ritengo che debba valere anche l’esperienza maturata nello stare dentro le dinamiche di un’amministrazione pubblica».
Se dovesse scegliere tra continuità e rinnovamento per cosa opterebbe? E come questo si esprimerà nella sua lista?
«La linea è quella di mantenere per quanto possibile una continuità ma è ovvio che ci sarà per diversi motivi un consistente rinnovamento».
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