Elba, i traghetti ritardano e i lavoratori pendolari hanno le paghe decurtate. Il sindaco: «Non hanno colpe»
Zini interviene dopo la protesta di un gruppo di lavoratori
PORTOFERRAIO. Il sindaco Zini interviene sulla protesta dei pendolari dell'ospedale, delle poste o di altri ambienti di lavoro. Lavoratori chearrivano in ritardo sull'isola, perché la nave delle 5,30 non arriva a Portoferraio in un'ora di viaggio, bensì passano 20 minuti oltre l'ora o talvolta anche 30 minuti. Ciò comporta – ecco la beffa – lo scattare di trattenute sullo stipendio, proprio perché quelle persone, una trentina, non riescono a giungere negli ambienti all'inizio del loro turno di lavoro.
Il coordinatore della Cgil dell'Elba Manuel Anselmi e il sindaco Angelo Zini di Portoferraio, presidente della conferenza dei sindaci, si sono espressi per dare la loro solidarietà a questi lavoratori e dicono che l'accaduto è noto, ormai da tempo.
Anselmi si rivolgerà a Stefano Baccelli, assessore regionale, mentre Zini ritiene che la spinosa problematica possa risolversi nell'ambito del nuovo bando regionale per l' affidamento del servizio pubblico di Continuità territoriale, che dovrà affrontare e risolvere la questione, definendo anche l'effettivo tempo di trasporto, che non è più quello di un'ora come avveniva un tempo. Ecco cosa ha detto al Tirreno Manuel Anselmi: «Come coordinatore della Cgil dell'Isola d'Elba dico che il problema è noto. Ci sono questi arrivi della nave che parte da Piombino alle 5,30, che poi giunge in ritardo a Portoferraio. Ciò comporta ai pendolari di varie categorie di non arrivare in tempo al loro luogo di lavoro. Di questo parlerò all'assessore alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Toscana, Stefano Baccelli, che incontrerò a breve, in quanto il problema va risolto».
Per il sindaco Zini: «Questi episodi sono accaduti e accadono ancora – afferma – vanno trovate soluzioni, in quanto i pendolari non possono essere penalizzati con trattenute sullo stipendio per i loro ritardi. Le aziende elbane che registrano ciò e fanno scattare la ritenuta, dovrebbero tener conto che esiste una giustificazione sotto gli occhi di tutti, non imputabile a queste persone. E dovrebbero intervenire organismi pubblici, in questo caso penso alla Capitaneria di porto o l'Autorità portuale, che possono giustificare e testimoniare che c'è stato tale disservizio e che il ritardo dei lavoratori pendolari non è a carattere personale, ma è dovuto ad altri fattori e tutto ciò deriva dall'allungamento dei tempi di percorrenza del viaggio delle navi in canale. Ripeto, questo è accaduto e sta accadendo e capita a tutti i vettori Moby e Toremar e certamente la motonave delle 5,30 è fondamentale per chi viene al lavorare da fuori isola. La questione è stata posta anche al tavolo dell'Osservatorio provinciale dei trasporti, nelle varie riunioni che si fanno periodicamente e il problema andrà risolto nel confronto con la regione Toscana, in particolare con l'avvio del nuovo bando per la Continuità territoriale che assegnerà ad un armatore, la gestione del trasporto pubblico con le motonavi Toremar. Ed è ormai chiaro che i tempi di percorrenza si sono allungati, anche per motivi oggettivi. Ci sono problemi legati all'ingresso o all'uscita dal porto di Piombino e ciò va ad incidere sugli orari reali di percorrenza nel canale. Si indichi quindi esattamente qual è il tempo del viaggio e non si parli più di un'ora. Nella realtà il tempo di viaggio è di un'ora e 20 o anche un'ora e mezzo. Lo si indichi esattamente. È una questione conosciuta e il problema si lega anche alla vetustà dei mezzi di trasporto che probabilmente non riescono più a compiere il tragitto in tempi più brevi. Procedono più lentamente anche, ma non viene detto ufficialmente, e infatti si parla del tentativo di contenere i costi del carburante».
«Però – conclude il sindaco – c'è un altro aspetto che mi è stato detto, sia dalla Capitaneria, sia dagli operatori del porto, ed anche dall'Autorità portuale, cioè che in effetti a Piombino i lavori di allungamento del molo foraneo e della banchina dove deve agire il rigassificatore, rallentano le manovre di ingresso e di uscita, altro motivo per cui si allungano un po' i tempi di viaggio. Col nuovo bando di Continuità territoriale si deve venire a capo di questa storia. Ci vogliono soluzioni perché i pendolari stanno pagando trattenute senza colpa».
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