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Lavoro

Sciopero alla Jsw di Piombino: i lavoratori a Roma nel giorno che può decidere il loro futuro

di Manolo Morandini
Sciopero alla Jsw di Piombino: i lavoratori a Roma nel giorno che può decidere il loro futuro

Resta alta la tensione tra i sindacati e il gruppo industriale sugli impegni disattesi: «Ad oggi l’unico vincolo è l’obbligo di mantenere occupati tutti i 1.400 addetti»

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PIOMBINO. «È bene che Jindal al suo arrivo in Italia sappia che il suo unico stabilimento è in sciopero». Lo dicono a una sola voce i rappresentanti dei sindacati metalmeccanici. Saranno a Roma ad accogliere il presidente e amministratore delegato delle società del gruppo Jsw, dove l’1 marzo è atteso per la sottoscrizione del memorandum of understanding tra governo e Jsw Steel Italy. Perciò hanno proclamato il fermo di 24 ore di tutta la fabbrica.
Il presidio
Il presidio con i lavoratori sarà davanti al palazzo del ministero dell’Industria e del Made in Italy. Qui l’1 marzo è annunciata la firma che sarebbe dovuta avvenire entro a fine dell’anno scorso, in contemporanea con quella dell’intesa preliminare tra lo stesso esecutivo e la newco composta dal colosso ucraino Metinvest e il Gruppo Danieli, interessato a realizzare un nuovo stabilimento nell’area di Ischia di Crociano. La discesa nella Capitale è anche un modo per tornare a chiedere con forza un incontro e aggiornamenti sui due memorandum e la vertenza Jsw di Piombino, di cui non conoscono i contenuti nei dettagli. Il timore, che è quasi certezza, è che per trovare una prima quadra si siano messi sotto il tappeto i temi più complessi. Dalla richiesta di Jsw di concessioni di banchine e aree portuali per trent’anni alla realizzazione del forno elettrico, dallo smantellamento degli impianti di laminazione vergella (Tve) e barre (Tmp) alle tempistiche previste. Aspetto quest’ultimo non secondario. In quelle aree è prevista la realizzazione dell’acciaieria elettrica Metinvest-Danieli, la newco si è detta in grado di smantellare il tutto nell’arco di cinque mesi mentre nelle richieste di Jsw si chiedono 18 mesi per gestire in prima persona l’operazione.
Lo scenario
Tanti sono gli aspetti di una vertenza che non conosce pace. E che la preoccupazione tra i lavoratori sia altissima lo dimostra la sala piena dell’Ex-Dup, dove ieri mattina si è svolta l’assemblea unica dei lavoratori di Jsw, Gsi e Piombino Logistics indetta dai sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. Ad oggi in una fabbrica che conta 1.400 addetti se ne contano al lavoro poco meno di 500. Dopo un fermo forzato per mancanza di materia prima ieri si è rimesso in marcia il treno rotaie. «Il rischio è che si fermi di nuovo ad aprile», sottolineano i sindacati. Perché? «I magazzini non riescono a contenere la produzione del treno rotaie che viene fermato periodicamente finché le spedizioni non consentono di smaltire i prodotti stivati. Eppure, sarebbe stato sufficiente un investimento nell’ordine di 7 milioni per adeguare quei magazzini. È il segno dello scarso interesse del gruppo Jsw per Piombino. Del resto, anche l’investimento per la tempra delle rotaie avrebbero potuto realizzarlo fin dal 2019, invece non è stato fatto niente».
Il tempo
La linea dello sciopero è unitaria. I due memorandum rappresentano delle intese, ma non hanno alcun vincolo giuridico. Aspetto questo che sarà invece al centro degli accordi di programma quadro, se ne prevedono uno con Jsw e l’altro con Metinvest-Danieli. Ci sarebbe anche l’ottimistica previsione di siglarli entro 140 giorni dalla firma dei memorandum. Eppure, l’impressione è che le cose non stiamo procedendo alla velocità necessaria. Il tempo per i lavoratori non è una variabile da poco considerato che gli ammortizzatori sociali arriveranno a scadenza il 7 gennaio 2025.
Il vincolo
La strada indicata da tutti è quella di definire accordi di programma vincolanti. Il timore che invece si fa strada tra i sindacati è che si finisca per cancellare l’unico vincolo definito nell’accordo di programma siglato nel 2018 da Jindal al momento dell’acquisto dello stabilimento piombinese: il vincolo della piena occupazione. I lavoratori e i loro rappresentanti non si fidano. Chiedono certezze e che il governo non conceda commesse miliardarie di rotaie senza certezze sull’occupazione. «Dei 1.400 attuali – sostengono i rappresentanti sindacali – probabilmente Jsw ne occuperebbe 400 e per gli altri mille non è scritto da nessuna parte che debbano essere assorbiti da Metinvest-Danieli. Non dobbiamo perdere la garanzia della piena occupazione». E sottolineano a una voce: «Servono garanzie affinché con la formazione vi sia un graduale assorbimento nel nuovo gruppo industriale».




 

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