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Piombino piange Ennio Fulcheris, ex capoturno e volto del Nazionale: la sua vita è stata un romanzo
Aveva 84 anni: dalla fabbrica allo storico bar, in città era conosciuto e amato
PIOMBINO. Ci sono persone che hanno vissuto tante vite in una sola esistenza. Come in un romanzo scandito da capitoli diversi, eppur tenuti insieme dal medesimo filo del racconto. Ennio Fulcheris era una di queste persone. Giovane calciatore nerazzurro, poi operaio e capoturno all’altoforno, gestore per anni del Bar Nazionale, conduttore di programmi radiofonici, cacciatore, appassionato di pesca e cercatore di funghi. Marito, padre di famiglia e nonno premuroso. Uno che la vita l’ha vissuta rincorrendo le proprie passioni e mettendo in fila una esperienza dopo l’altra. Fino all’ultima tappa del suo percorso terreno, sabato sera in una stanza dell’ospedale di Villamarina, dove era ricoverato da giorni in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute. Aveva 84 anni. Chi lo conosceva da vicino sapeva che Ennio non stava bene, ma mai avrebbe voluto apprendere la notizia che in città si è diffusa fin dalle prime ore di ieri mattina.
Ennio Fulcheris era un volto noto a Piombino. Era “Il figlio di “Capo bianco”, come lui stesso ha intitolato il romanzo pubblicato dal Foglio Letterario nel quale ha raccontato la sua vita. Aldo “Capo bianco” era il padre di Ennio, capoturno al laminatoio dell’Ilva. Un posto di lavoro che si era preso dopo essersi trasferito con la famiglia da Savona, la città dove è nato, nel 1939, Ennio. La fabbrica è stata un destino comune, come un passaggio di testimone tra padre e figlio. Ennio, infatti, viene assunto come operaio nello stabilimento, fino a diventare capoturno all’Afo4. Sapeva tutto del funzionamento dell’impianto che proprio in questi giorni si appresta ad essere smantellato. Ma la vita di Fulcheris non si può ridurre al solo lavoro in fabbrica.
Da ragazzo, proprio come il padre, è stato un giocatore di calcio di buon livello. Ha indossato la maglia del Piombino per diverse stagioni, difensore tosto agli ordini del mitico allenatore Bruno Mochi. Pur lavorando in fabbrica, ha condiviso con la famiglia la gestione prima della pizzeria Stiefel a San Vincenzo, poi per tanti anni (dal 1984 al 1997) del bar Nazionale, all’angolo tra corso Italia e piazza Gramsci.
Sposato con l’amata moglie Graziella, padre di Alessandro ed Eleonora, che da tempo vive a Portoferraio. Nonno di Riccardo e Federico. Ennio era un cacciatore esperto, passione che ha tramandato al figlio Alessandro. Amava il mare, la pesca. E conosceva ogni angolo della macchia del promontorio, dove spesso andava in cerca di funghi. Con la moglie Graziella, voce storica di Radio Piombino centrale, ha condiviso l’esperienza radiofonica prima come presentatore della trasmissione sportiva, poi come socio. In città Ennio era molto conosciuto e ben voluto. «Noi due al crepuscolo dopo una bella giornata insieme, come tante ne abbiamo vissute – ha scritto il figlio Alessandro per ricordarlo – Mi piaceva quel colore, quello sfondo e ti dissi fermati babbo, guarda che colori. E ora ci sei, in quel cielo blu».
La salma di Ennio Fulcheris è da ieri alla sala del commiato della Misericordia, in Cittadella. Domani (martedì 27) alle 9,30 sarà celebrato il funerale nella chiesa della Misericordia.
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