Il Tirreno

Reazioni al sondaggio

Piombino, corsa al Comune: Anselmi con fiducia, Ferrari cauto e ora Ferrini tende la mano al Pd

di Luca Centini
Piombino, corsa al Comune: Anselmi con fiducia, Ferrari cauto e ora Ferrini tende la mano al Pd

Parodi (Progetto Piombino) non crede all’1,6%. «Lo scenario delineato non è attendibile»

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PIOMBINO. Il più soddisfatto è Gianni Anselmi che secondo il sondaggio di YouTrend è vicinissimo al sindaco in carica Francesco Ferrari, avendo appena iniziato la campagna elettorale. Il più deluso è Giuliano Parodi, che dubita fortemente del rilevamento secondo cui starebbe appena all’1,6 per cento. Poco meno di Stefano Ferrini che, osservando i numeri, ha trovato uno stimolo in più per cercare l’accordo elettorale con il centrosinistra. Un tentativo che - è questa la notizia riportata dallo stesso candidato - si è trasformato in un obiettivo dichiarato. E se Rifondazione e M5S si fidano il giusto dell’8% raccolto, anche perché loro un candidato non lo hanno ancora espresso, il sindaco Francesco Ferrari da una parte è soddisfatto per essere in vetta, seppur in un testa a testa con Anselmi, dall’altra ritiene l’indagine prematura. Una cosa, tuttavia, è fuori discussione. L’esito del sondaggio condotto da YouTrend dell’Agenzia Quorum, commissionato dalla coalizione di centrosinistra e pubblicato in esclusiva dal Tirreno ha animato il dibattito di questa prima fase di campagna elettorale che per il momento si è distinta, in particolare, per i salti di steccato e per alleanze trasversali impensabili fino al recente passato.

Le interviste telefoniche condotte dal soggetto che ha realizzato il sondaggio sono state effettuate tra il 5 e il 14 di febbraio. A circa quattro mesi dal voto. Manca ancora un candidato (il Movimento 5 Stelle e Rifondazione non hanno ancora indicato il nome comune) e non è chiaro se ci saranno ulteriori evoluzioni, su tutte la possibile intesa Ferrini - Anselmi. Non solo. In quattro mesi di campagna elettorale gli equilibri possono essere stravolti e i contenuti dei candidati saranno decisivi per orientare il voto, almeno lo speriamo. Insomma, la corsa è appena iniziata. Ma secondo gli addetti ai lavori, in particolare quelli che sono stati premiati dai numeri, il sondaggio è servito almeno a chiarire dove sono posizionati i blocchi di partenza.

Ferrari: «È troppo presto»

Il sindaco in carica Francesco Ferrari, in corsa per il secondo mandato alla guida di una coalizione politico-civica di centrodestra, ci va cauto. «Secondo me è prematuro - commenta il primo cittadino - siamo ancora molto lontani dal voto e ci sono tantissimi indecisi, come testimonia lo stesso rilevamento. Cosa normalissima a questo punto della campagna elettorale. Detto questo, il sondaggio ci vede in testa e di questo non posso che essere soddisfatto». Gli stessi numeri, però, vedono Anselmi staccato di appena 1,2% e addirittura sopra dell’1,6% nell’ottica di un possibile secondo turno. «Sinceramente non penso a questi numeri - aggiunge il sindaco - dico solo che ho buone sensazioni e sono convinto che gli elettori avranno tutto il tempo per valutare le proposte, i contenuti e i candidati, al fine di decidere come votare». Anselmi fiduciosoUsa cautela, ma non può non essere soddisfatto dell’esito del sondaggio Gianni Anselmi. L’ex sindaco e consigliere Pd è praticamente attaccato al primo cittadino in carica, avendo iniziato la campagne elettorale solo da pochi giorni. «Si tratta di un sondaggio iniziale, dunque ha un valore indicativo - commenta Anselmi - tuttavia per noi è positivo che emerga, ancor prima dell’avvio della campagna elettorale, il ristabilirsi immediato di una connessione con i cittadini piombinesi. Da qui al voto vogliamo usare il nostro tempo per dare valore alle persone, ascoltare i loro bisogni e le loro aspettative che saranno il cuore del nostro programma per la Piombino del futuro».

M5S e Rifondazione

Se più o meno tutte le forze politiche tendono a prendere con le molle i numeri a 4 mesi dal voto, figuriamoci se non fa lo stesso una coalizione che, ad oggi, non ha ancora espresso il nome del proprio candidato. «È come se si volesse testare un’auto che ancora non è uscita dal garage», commenta ironicamente la segretaria di Rifondazione Comunista Michela Batistoni. «Sinceramente credo che in questa fase un sondaggio serva piè a orientare che a sondare l’opinione pubblica - spiega - detto questo partiamo da un 8% senza neanche avere iniziato». Il numero che interessa di più la coalizione "rosso-stellata" è quello degli indecisi e degli astenuti. «Crediamo che potremo avere una buona presa su di loro - racconta - in primo luogo perché non abbiamo ancora espresso la nostra proposta, in secondo luogo perché la nostra proposta non è sovrapponibile a quella degli altri. I nostri elettori sono quelli che non scelgono tra Ferrari e Anselmi». Ferrini verso il Pd Stefano Ferrini, candidato della lista civica Piombino al Futuro viene dato all’1,8%. «Ai sondaggi o ci si crede o non ci si crede - dice - osservando i numeri si possono isolare due fattori. Il primo è la contendibilità della carica di sindaco, vista la distanza pressoché nulla tra Ferrari e Anselmi - dice - il secondo fattore è la bipolarizzazione del consenso, con le liste più piccole che ottengono davvero poco». Numeri che per Ferrini impongono una riflessione. «Il ragionamento da fare è come poter portare avanti in maniera più efficace la nostra proposta che abbiamo impostato in questi mesi e la nostra idea di cambiamento della città. E probabilmente un accordo fin da subito con Anselmi è la strada migliore da percorrere».

Parodi è scettico

Chi non può essere contento dell’esito del sondaggio è Giuliano Parodi, candidato sindaco con la lista civica Progetto Piombino, scelto dall’1,6% degli intervistati che hanno espresso una preferenza. «Quel numero mi ha sorpreso, ma in generale mi ha sorpreso l’intero scenario riportato dal sondaggio - commenta il candidato - credo che non sia reale e calato sulla situazione piombinese. Quell’1,6% lo trovo eccessivamente basso per il mio passato e la mia esperienza, non sono un candidato improvvisato. E numericamente quella percentuale significherebbe 200 persone, una quota che non riteniamo credibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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