Il Tirreno

Lutto

L’addio commosso a Gianfranco Benedettini. «Un uomo raro, senza di te saremo più soli»

di Annalisa Mastellone

	Gianfranco Benedettini in una iniziativa pubblica
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Gianfranco Benedettini in una iniziativa pubblica

La cerimonia laica nella saletta comunale “La Pira” per l’ultimo saluto. Tanti ricordi delle persone che lo hanno conosciuto: «Lascia davvero un vuoto enorme»

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VENTURINA. Ultimo saluto questa mattina a Gianfranco Benedettini, con una cerimonia laica alle 9 nella saletta comunale “La Pira”, da dove partirà per Livorno per la cremazione.
Tantissime le persone che sin da ieri si sono recate alla camera ardente per un ultimo saluto e per abbracciare la moglie Maria e i figli Silvia e Riccardo. Uomo delle istituzioni, politico e storico appassionato, ironico, gentile, rispettoso e con una immensa cultura. Esponente di spessore del partito socialista, è stato assessore con il sindaco Aldo Montomoli negli anni ‘70, poi con Valentino Polidori negli ‘80, e nel primo mandato della giunta Soffritti dal 2011 al 2014.
Nella sua carriera politica ha conquistato la stima di chi con lui ha condiviso progetti o dibattiti. «Gianfranco era prima di tutto una persona per bene – ha riferito Lorenzo Banti, sindaco di Campiglia Marittima dal 1985 al 1999 –. Era innamorato della politica e della storia del nostro comune. Non ha mai tradito i primi ideali socialisti. Ci siamo incontrati spesso, gran parte delle volte siamo andati d’accordo, qualche volta no ma sempre con grande rispetto reciproco. Uno dei ricordi più belli di lui, è un articolo sul Tirreno, quando smisi di fare il sindaco, in cui scrisse generosi giudizi su di me. Un politico d’altri tempi».
«Una grande perdita per la nostra comunità – ha detto Silvia Velo, sindaca dal 1999 al 2004 –. Poche persone hanno come lui dedicato la propria vita allo studio e alla valorizzazione della nostra storia e alle nostre tradizioni. Ha scritto tantissimo e promosso infinite iniziative che rimarranno come nostro patrimonio collettivo».
«Gli volevo molto bene e lui a me – è il ricordo della “sua” sindaca Rossana Soffritti –. Mi ha dato tanti consigli, parole di conforto, spunti di riflessione, di confronto. È stato un consigliere, un amico, mi ha dato quell'affetto quasi paterno sul quale sai sempre di poter contare. Ci ha dato tanto, ha lasciato un enorme patrimonio di conoscenza che vivrà sempre con noi. Ma io mi sento più sola senza Gianfranco».
«Era un uomo mite dalle idee forti – ha commentato lo storico e scrittore Rossano Pazzagli –. Lui se ne va, ma resterà qui, con noi, nei suoi luoghi che amava, la cui storia ha studiato fino da ultimo. Ci resterà con tutto ciò che ha fatto e con i suoi scritti, che ci lascia a imperitura memoria».
I messaggi di affetto in sua memoria sono arrivati da tutta la comunità. Tante le associazioni che gli hanno dedicato un pensiero. «Una grandissima persona, un carissimo amico – ha detto Luciano Buccianti, presidente del Comitato cittadino Venturina –. La tua intuizione fece si che nel lontano novembre 1971 nascesse la nostra associazione. La amavi, e per lei hai dato tanto, la hai consacrata agli onori della cronaca. Un pilastro fondamentale, le tue pubblicazioni racconteranno nel tempo la storia della nostra comunità».
«Lascia un vuoto incolmabile – è il ricordo di Gianni Manzini, dell’associazione Seiventurinesese –. Collaborava con noi e lavoravamo sempre in sinergia. Mancherà. Quello che lascia è un tesoro di grande valore per tutto il territorio».
Chi lo ha conosciuto, anche solo per poco, ha un ricordo carico di affetto e stima. Anche tanti giovani, che lui amava molto. «Sarai sempre nei nostri cuori», si legge in vari post in Facebook, «un uomo raro» si sottolinea, «senza di te siamo tutti più soli». 
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