Il Tirreno

Riotorto sugli impianti sportivi «Anche il nostro campo è da rifare»

di Gabriele Buffoni
 Riotorto  sugli impianti sportivi  «Anche il nostro campo è da rifare»

Querci, tifoso ed ex calciatore: «Dato che ci sono i fondi, ricordatevi di noi»

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RIOTORTO. Quando ha letto sul Tirreno dei progetti del sindaco Francesco Ferrari sugli impianti sportivi – e in particolare sugli stadi – Giancarlo Querci ha pensato di esultare. Salvo poi rendersi conto che il piano del Comune (con la riqualificazione del Magona, del Marianelli di Salivoli e del campo di Montemazzano) non tiene di conto proprio dei Tre Pini di Riotorto. Quel campo dove gioca la squadra della frazione, di cui lui stesso ha vestito la maglia in passato e che, da tifoso, ancora oggi aiuta come può. Così, senza pensarci due volte, ha alzato la cornetta del telefono e ha contattato il giornale. «Se i soldi ci sono per gli altri stadi, il Comune non si dimentichi che esistiamo pure noi – lancia il suo appello Giancarlo – da anni ci troviamo a far fronte a una situazione tutt’altro che rosea, con un campo fatiscente e una società che fa i salti mortali per mantenere in piedi l’attività sportiva della Juniores provinciale e della prima squadra che milita in Seconda Categoria – precisa – la stessa serie del Salivoli Calcio».

Carte alla mano, il Comune ha ripristinato le condutture delle tubazioni delle docce e installato un nuovo impianto di luci a led (12 faretti in tutto) per l’illuminazione del campo. Spesa totale: 8.100 euro. «Ma quei faretti non bastano, fanno poca luce – spiega Querci – e la sera qui comunque non è possibile disputare nemmeno una partita: ci si può giusto allenare, con un bel po’ di fatica». E i problemi certo non finiscono qui. «Sul campo si allenano sia Juniores che prima squadra ed è ridotto ormai all’osso – racconta Querci – come a Montemazzano o al Magona, qui servirebbe un sintetico. Si risparmierebbe anche in bolletta, dato che la società ogni estate deve annaffiare il terreno con l’acqua pubblica gravando sulle casse del Comune». E proposito di costi «l’impianto fotovoltaico che fu installato è rotto da una decina d’anni – commenta il presidente del Riotorto Calcio Alberto Romagnoli, uno dei nomi che figura in lista con Progetto Piombino dell’ex assessore Giuliano Parodi – ma nessuno, né l’amministrazione precedente né questa, è mai intervenuto per ripristinare l’impianto: per il riscaldamento stiamo usando il gas con costi però molto superiori a quelli che avremmo sfruttando il fotovoltaico». Qualora il sintetico rappresentasse un costo eccessivo «per il problema dell’irrigazione – spiega Romagnoli – presentammo anni fa in Comune un progetto per un pozzo da realizzare a nostre spese per collegarci a una falda acquifera qui vicino. Ma non abbiamo mai avuto risposta. E nemmeno ci è mai stato accordato di agganciarci ai pozzetti agricoli che qui nei dintorni certo non mancano»

I problemi dell’impianto di Riotorto riguardano poi anche le strutture interne. «La recinzione in molti punti è da buttare, i cancelli ormai sono del tutto inutili perché non si chiudono più – fa presente Querci – per non parlare poi delle porte: l’anima interna dei pali è completamente andata a farsi benedire e la traversa, alla prima pallonata dal basso, sarebbe saltata via se non fosse stata fissata alla bell’e meglio con una rivettatura fatta in casa. Le reti pure erano ormai tutte strappate – conclude – ma almeno quelle la Federazione le ha fornite gratuitamente».


 

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