Sicurezza
Piombino, dal Magona alla piscina comunale: il sindaco presenta i nuovi progetti
E ai critici risponde: «Senza gli interventi fatti, oggi non si farebbe più sport»
PIOMBINO. La piscina comunale da ristrutturare interamente, evitando «nuovi interventi tampone» e riqualificandola sotto il profilo energetico. E poi un piano a 360 gradi che ripristini gli stadi cittadini (non solo lo storico Magona) e dia un nuovo utilizzo a quelle aree ormai abbandonate e «senza una prospettiva sportiva». Come il campo dei veterani, al posto del quale «sarà prevista una nuova area parcheggio attrezzata anche per i camper».
Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ribatte punto per punto alle critiche sullo stato di degrado che ha investito molti impianti del territorio rilanciando con nuovi progetti da attuare. «Ma gli interventi che riguardano lo sport in città non sono una novità per quest’amministrazione – ci tiene a sottolineare – perché se non ci fossimo rimboccati le maniche per risistemare alcune situazioni che abbiamo ereditato, a Piombino molte società nemmeno potrebbero fare sport».
Sindaco Ferrari, tante sono state le critiche mosse nelle ultime settimane per quel che riguarda lo stato attuale degli impianti comunali: ma in che condizioni si trovavano cinque anni fa?
«Abbiamo trovato un patrimonio impiantistico di proprietà comunale in uno stato pietoso. La maggior parte delle strutture non era più in condizione di ospitare la benché minima competizione sportiva, tanto che in alcune palestre c’erano i secchi perché pioveva dentro l’edificio: al Falci abbiamo speso circa 190mila euro per rifare la copertura. Molti altri impianti rischiavano invece di non poter più ospitare manifestazioni di alto livello che le società sportive avevano conquistato sul campo: mi viene in mente il PalaTenda. Abbiamo deciso così di operare su due fronti: completando un lungo elenco di lavori di manutenzione ordinaria per garantirne l’utilizzo e poi iniziando a programmare una serie di interventi strutturali di manutenzione straordinaria, spesso anche di proporzioni ingenti, procedendo in base all’urgenza e al merito sulla società sportive. Tra questi quello per il campo d’atletica Simeone, che ha avuto un costo effettivo di poco meno di mezzo milione di euro».
Un cantiere che però è durato 12 mesi anziché i 2 previsti, tanto che si è persa l’occasione di organizzare in città un campionato regionale di grande richiamo.
«Grazie a quell’intervento sarà possibile ospitare altri eventi simili in futuro. Ci dispiace per quell’evento saltato, ma i ritardi non sono dipesi dall’operato del Comune. E comunque, se si parla di occasioni perse, quante ce ne sono state da 15 anni a questa parte? Credo che il ritardo di un cantiere, alla cui ditta responsabile abbiamo applicato il massimo delle penali (30mila euro circa, ndr), non possa essere paragonabile all’inerzia delle amministrazioni passate».
Sulla palestra Cubo siete intervenuti, ma l’edificio presenta ancora problemi, come l’impianto di riscaldamento.
«Al Cubo abbiamo rifatto il parquet e gli spogliatoi, ripristinando anche le tubazioni e i servizi igienici: anche in quel caso la situazione era al limite dell’impraticabilità. I due parquet, del Cubo e del PalaTenda, sono costati in tutto circa 200mila euro. Interventi che ritenevamo urgenti per garantire l’attività sportiva. Il nuovo impianto di riscaldamento non è una priorità immediata, ma c’è un proficuo dialogo con la società gestrice, come anche con le altre realtà sportive cittadine, per cui valuteremo il da farsi».
Quali sono i piani sul Magona, visti i 4 milioni richiesti dalla Regione al governo per la ristrutturazione?
«Siamo in una fase ancora preliminare. Quei 4 milioni che sono stati annunciati serviranno per avviare la progettazione. Di sicuro il campo dovrà essere di un sintetico moderno. Ma si tratterà anche di una ristrutturazione parzialmente conservativa, ad esempio, della parte degli spogliatoi. Con la ricostituzione della storica tribuna. Valuteranno poi i progettisti, ma l’ideale sarebbe eliminare la pista intorno al campo da calcio e riuscire a ricavare anche un secondo campino sussidiario per garantire uno spazio per gli allenamenti. Sarà un progetto ingente, ma che ne trainerà altri, più rapidi, al seguito».
Si riferisce agli altri stadi cittadini di Salivoli e Montemazzano?
«Non appena avremo la conferma, e ho fiducia che arrivi presto, dei 4 milioni di euro previsti per lo stadio Magona ho intenzione di portare avanti un progetto che porti alla riqualificazione di questi due stadi con la stesura di un nuovo manto in sintetico. Un intervento da realizzare in tempi più brevi rispetto al Magona ma in grado di creare un trittico di impianti moderni che incentivi la sinergia tra le società coinvolte».
Sul campo dei veterani invece ci sono piani che state valutando per un suo recupero?
«Cinque anni fa l’impianto era stato messo a bando e aveva risposto una sola società, che poi ha rinunciato. Quell’area però richiederebbe un investimento enorme in termini economici per essere recuperato: andrebbero abbattuti e rifatti gli spogliatoi e ripristinati tutti i campi e la pista di pattinaggio. E l’appetibilità di quell’area a livello sportivo non è forte, come non lo era cinque anni fa. Il nostro progetto, tramite adeguamento del piano operativo, è quello di realizzare lì un parcheggio in parte libero per le auto e in parte fornito di servizi per i camper».
Su cosa si concentreranno invece i lavori alla piscina comunale?
«La piscina è un impianto che merita un intervento strutturale importante. Siamo sempre intervenuti fino a oggi con azioni-tampone per permettere all’impianto di essere agibile e proseguire l’attività sportiva ma l’edificio costa alle casse comunali circa 200mila euro all’anno solo per le utenze. Bisogna renderla quindi non solo più funzionale e moderna ma sostenibile sotto il profilo energetico: questo comporterà la sostituzione dell’intera copertura dell’edificio, l’installazione di pannelli fotovoltaici e tutta una serie di interventi mirati con l’obiettivo di abbassarne i costi di gestione».
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