Fase due per la rotatoria come cambia la viabilità
Il punto sullo stato dei lavori con l’Autorità di sistema portuale. Sul fronte sicurezza del porto completate opere per 6 milioni
PIOMBINO. Sta per scattare la seconda fase del cantiere. Entro la settimana, salvo inciampi per il maltempo, sarà completata la rotatoria che fungerà da svincolo tra viale Unità d’Italia e la bretellina, per la quale il cantiere è già avviato e che condurrà fino all’incrocio con la 398 di prossima realizzazione e alle nuove banchine portuali. Verrà quindi riaperta a giorni la corsia in uscita di viale Unità d’Italia e istituito un restringimento in entrata, facendo circolare il traffico su un’unica corsia individuata dalla segnaletica, che varierà in base alle esigenze di cantiere. Mentre per la strada diretta al porto è il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale Luciano Guerrieri a dettare l’agenda: «Entro la fine di marzo sarà completata – dice – . L’opera si inserisce in un sistema organico di infrastrutture finalizzate a semplificare peraltro l’accesso al porto».
L’altra rotatoria su viale Unità d’Italia c’è già, all’altezza del supermercato Penny. È stata realizzata dall’Autorità portuale su richiesta del Comune di Piombino. È parte della soluzione per garantire l’accesso dentro il Cotone arrivando da fuori Piombino. In questo modo, chi arriva potrà proseguire, percorrere la rotatoria all’altezza del Penny, tornare indietro e accedere al quartiere.
La rete
Se la situazione infrastrutturale da decenni è il freno allo sviluppo dell’economia, e in particolare quella siderurgica e del porto, il gioco d’incastri prodotto da tre interventi può davvero cambiare volto alla città. Il primo è una certezza. Ed è quello della bretellina che dal Gagno porterà ai piazzali del porto i mezzi pesanti. Gli altri due tasselli hanno più di un margine di incertezza: il primo lotto della strada 398 il cui cantiere è in corso e il secondo lotto fino al porto, la cui progettazione definitiva è stata completata, che nelle attese dovranno concludersi più o meno in contemporanea.
La bretellina fino al porto promette di dare un bel po’ di respiro al traffico, specie in estate, deviando i mezzi pesanti dal Gagno fino al porto: interamente finanziata dall’Autorità portuale con 9,7 milioni di euro, cifra che viene da risparmi operati su progetti di opere precedenti, copre 1,3 chilometri con tre rotatorie, un tratto curvilineo, un viadotto di accesso, un cavalcaferrovia e l’ultimo tratto rettilineo che porta alle nuove aree portuali. Qui è in corso l’asfaltatura dei piazzali. Mentre prosegue il lavoro sul fronte del piano del ferro, ovvero la progettazione del sistema di binari che arriveranno su tutte le banchine.
La litoranea
Sul fronte viabilità l’Autorità portuale ha affidato alla Serena Scavi di Pisa la sistemazione della strada costiera a fronte di un investimento di mezzo milione di euro verrà completata l’asfaltatura. I primi 400 metri dal porto in direzione del pennello Dalmine sono già asfaltati. I lavori prevedono di ricollegarsi a questo tratto e di ripristinare oltre all’asfalto anche la scogliera nel tratto ad oggi segnato dall’erosione.
Difesa costiera
C’è anche il tema della messa in sicurezza del porto. Sono state completate due importanti opere di difesa costiera. Si è concluso il rifiorimento con massi naturali e artificiali del secondo tratto di mantellata esterna del molo Batteria. L’opera da 3,3 milioni di euro è stata realizzata allo scopo di limitare la tracimazione del moto ondoso in caso di eventi meteo marini avversi. Inoltre, sono stati completati i lavori del pennello alla radice della Diga Nord. L’opera di difesa costiera a scogliera, realizzata in massi naturali, si radica sul tratto curvilineo della Diga Nord del porto e si sviluppa con andamento rettilineo in direzione nord verso il porto turistico della Chiusa. L’intervento ha avuto un costo di circa 2,7 milioni di euro.
Oltre alle opere di difesa, l’Autorità portuale ha concluso i lavori di ristrutturazione dell’edificio ex biglietterie Toremar, tra la stazione ferroviaria e il palazzo dei portuali. Si è trattato di un intervento di demolizione e ricostruzione di un nuovo edificio che è destinato ad attività direzionale, con sei vani di diverse metrature a uso ufficio per gli operatori commerciali pubblici e privati legati all’ambito portuale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
