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Saldi invernali a Piombino, partenza flop per i negozi
Confesercenti e Confcommercio analizzano il trend delle prime settimane
PIOMBINO. Non si arresta l’emorragia del commercio piombinese. Dopo un Natale sottotono anche le prime settimane dei saldi invernali, attivi dal 5 gennaio fino al 5 marzo, che non stanno restituendo quella boccata di ossigeno tanto auspicata dagli esercenti. Anzi, sembra che il primo bilancio sia decisamente peggiore dello scorso anno. E c’è chi addirittura si spinge a sostenere che sia il peggiore di sempre. Molteplici le cause: dalla concorrenza dell’e-commerce, alla scelta a livello nazionale di continuare a proporre i saldi in un periodo dell’anno considerato non idoneo, senza tenere conto del clima che finora si è dimostrato più primaverile che invernale. Tuttavia, le associazioni di categoria sono concordi nel constatare che la motivazione principale sarebbe imputabile alla scarsa disponibilità economica delle persone, oltretutto in un mese denso di scadenze fiscali.
«La situazione è critica – afferma Vincenzo Cananzi, presidente Confesercenti – alla mia domanda su come stessero andando i saldi, un collega mi ha risposto ironicamente “perché sono iniziati?”. Purtroppo, è stata registrata anche una demotivazione all’acquisto che prima non c’era. Da anni – prosegue il presidente Confesercenti – ci battiamo insieme ad altre associazioni per far capire che iniziare i saldi invernali il 5 gennaio, con le festività non ancora concluse, è profondamente sbagliato e sarebbe opportuno far slittare la data di almeno un mese. Ma ad oggi l’appello è rimasto inascoltato».
Cananzi sottolinea che ai negozi, compresi i franchising, risulta difficile vendere articoli decisamente invernali con temperature che, salvo rare eccezioni, si sono sempre confermate piuttosto miti, se non addirittura superiore alle medie stagionali. «A tutto questo – sottolinea il presidente Cananzi – bisogna aggiungere la crisi economica che continua ad attanagliare il territorio. Il rischio, se non cambia qualcosa, è che in breve tempo molti piccoli negozi saranno costretti ad abbassare la saracinesca sferzando un colpo ancora più grave al nostro commercio».
Analisi sui cui concorda anche il presidente di Confcommercio Marco Torchioni che parla di una situazione «molto calma». Che prosegue: «Il calendario prevede numerose scadenze nel mese di gennaio, perciò per quanto i saldi restino un’ottima occasione di acquisto finiscono per andare in secondo piano, oltretutto partendo in generale da una disponibilità economica già limitata».
Il presidente Confcommercio Piombino auspica «che una volta passata l’attuale onda di bollette ed impegni, con la complicità delle riscossioni delle pensioni di febbraio, si riesca a recuperare qualcosa, magari proprio nel rash finale dei saldi». Anche Torchioni punta il dito sul clima rivelatosi finora affatto complice dei commercianti. Il caldo anomalo non incentiva l’acquisto dei capi più adatti alle basse temperature. «Ci auguriamo – chiosa Torchioni – che nel prossimo futuro possa aumentare il tasso di occupazione nella nostra città, una notizia dalla quale trarrebbero vantaggio tutte le categorie».
Difficile trovare una ricetta per sanare una situazione complessa ma, come specifica l’assessore alle Attività produttive Sabrina Nigro, che non è di certo circoscritta alla sola Piombino. «Il quadro piombinese riproduce in piccolo quella che è la situazione nazionale – sostiene l’assessore Nigro – dovuta al risicato budget delle famiglie, ma anche al fatto che ormai il commercio online propone occasioni tutto l’anno sottraendo ai saldi un po’ dell’appeal che avevano un tempo. Senza dubbio bisognerebbe impegnarsi a cercare di più quello che hanno da offrire i nostri negozi di vicinato anziché rivolgersi altrove – prosegue –. Inoltre, l’amministrazione si dedicherà al decoro urbano rendendo ancora più appetibile Piombino attraverso il rifacimento di corso Italia. Il Comune – conclude Nigro – sposerà ogni genere di iniziativa volta a valorizzare la città e con essa il lavoro dei nostri commercianti».
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