Il Tirreno

Il lutto

Porto Azzurro, addio al comandante Pino Adami: suo padre cambiò il nome al paese

Porto Azzurro, addio al comandante Pino Adami: suo padre cambiò il nome al paese

Il sindaco Papi: «Una famiglia portoazzurrina doc, modello da imitare». I figli gestiscono il "Delfino Verde"

28 gennaio 2024
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PORTO AZZURRO. Un intero paese si è riversato in chiesa, ieri pomeriggio (chi non è potuto entrare nella navata ha seguito le esequie dal sagrato) in occasione della celebrazione del funerale di Giuseppe Adami (89 anni, meglio conosciuto come Pino), mancato all’affetto dei suoi cari, di amici e conoscenti nella giornata di sabato, quando si trovava nella sua abitazione. «Un pezzo di storia di Porto Azzurro che se ne va», il commento del sindaco Maurizio Papi.

« Può sembrare una frase fatta, una frase di circostanza – prosegue il sindaco – . Ma per Pino è la sacrosanta verità. Una famiglia portoazzurrina doc. Una persona veramente dedita al lavoro e alla famiglia. Per noi un modello da imitare. Per noi una grossa perdita. Lo salutiamo con grande affetto e con grande stima».

Comandante di panfili e yacht privati, ha girato in lungo e largo per l'arcipelago toscano e in tutto il Mediterraneo. In una sosta a Ischia ha conosciuto la moglie, Luisa, che sposerà e resterà insieme con lei per oltre 60 anni. Dall’unione nasceranno le figlie, Tiziana e Katia, che poi si occuperanno e gestiranno il famoso ristorante sulle palafitte in riva al mare “Il Delfino Verde”, realizzato dal padre di Pino, Paride Adami, poeta e scrittore prolifico, a cui l’amministrazione comunale ha intitolato il lungomare.

«Un provvedimento dovuto – ricorda Maurizio Papi – a un personaggio che tanto ha dado alla nostra comunità e che ha contribuito, con i suoi scritti, a far conoscere in Italia e all’estero il nostro antico paese rivierasco».

Ed è stato proprio Paride Adami a perorare la causa perché si cambiasse il nome al centro abitato. Che, a partire dal 1873, era chiamato Porto Longone, con il riferimento a Longone, che rievocava tristemente l’istituzione del carcere costruito all’intero di Forte San Giacomo, che fu eretto dagli Spagnoli, sul colle prospiciente il porto, nei primi anni del XVII secolo. Così dal 1947 gli abitanti ottennero che il paese si chiamasse Porto Azzurro, dal colore del suo mare. «E fu proprio Paride Adami a inventarsi il nome che custodiamo fino a oggi», precisa Papi.

«E sapete perché il ristorante si chiama “Il Delfino Verde”? – continua il sindaco –. Perché quando si trattò di colorare il delfino che Paride stesso aveva disegnato, mandò il figlio Pino nel magazzino a cercare un barattolo di colore. E il giovane trovò solo un vasetto verde. A quei tempi, subito dopo la guerra non era come adesso, non c’erano molti prodotti in commercio e circolavano pochi denari. Paride non se ne fece una ragione e colorò il disegno di verde. Così è rimasto – conclude -– a futura memoria».

Dopo le esequie la salma è stata trasferita dall’impresa funebre Giuseppe Marrano nel cimitero comunale, dove è stata sepolta.
 

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