Gioco
Piombino, firmato il protocollo tra Mimit e Metinvest per il polo siderurgico
Il progetto mira a dare lavoro a 1.500 lavoratori diretti e indiretti
PIOMBINO. La prima pietra è stata posata. E l’obiettivo adesso è più vicino: realizzare a Piombino una nuova acciaieria green da 2,7 milioni di tonnellate annue di acciaio per un investimento di oltre 2,2 miliardi di euro e per una prospettiva occupazionale di circa 1.500 posti di lavoro tra addetti diretti e indotto.
Ieri, con la firma del protocollo di intesa da parte del ministro alle imprese e al Made in Italy Adolfo Urso, Piombino ha compiuto il primo passo concreto oltre la crisi ultradecennale del suo polo siderurgico. Il colosso ucraino Metinvest, in joint venture con il Gruppo Danieli, punta infatti a colmare nella città toscana parte del vuoto produttivo che si è creato con la distruzione dello stabilimento Azovstal di Mariupol, simbolo della resistenza ucraina contro la Russia.
L’intesa vera e propria, sia chiaro, dovrà essere raggiunta nei prossimi mesi. E, dato da non trascurare, manca ancora un accordo concreto tra il governo e il gruppo indiano Jsw, attuale proprietario dello stabilimento di Piombino, senza il quale non sarà possibile avviare un rilancio del polo siderurgico basato sulla coesistenza dei due giganti dell’acciaio. Ma è chiaro che la firma del protocollo d’intesa restituisce alla città toscana una prospettiva concreta, dopo anni di incertezze e ammortizzatori sociali.
Il primo traguardo
Il progetto industriale di Metinvest - Danieli ha come finalità «lo sviluppo, la costruzione, la proprietà, l’esercizio e la manutenzione di un impianto ambientalmente sostenibile per la produzione di prodotti finiti di acciaio ottenuti dalla trasformazione di materiali ferrosi in coils laminati a caldo, da realizzare a Piombino su una superficie di 260 ettari», spiegano dal gruppo industriale. L’area individuata è quella di Ischia di Crociano: su terreni demaniali su cui insistono alcuni impianti della Jsw che, dunque, dovranno essere liberati per fare spazio al nuovo insediamento.
I firmatari del protocollo di intesa, oltre al ministero alle imprese e al Made in Italy, sono la Regione Toscana, il Comune di Piombino e le aziende Metinvest Adria SpA, Metinvest B.V., Danieli & C.Officine Meccaniche SpA.
«Le parti si impegnano da subito a realizzare uno studio coordinato di fattibilità finalizzato a determinare le condizioni di stabile e duratura operatività del polo e a valorizzare le potenzialità industriali e produttive del territorio, privilegiando le soluzioni più compatibili con l’ambiente urbano», assicurano dal gruppo italo - ucraino.
Sarà il ministero a coordinare i lavori tra l’azienda e le istituzioni, al fine di trasformare, entro quattro mesi, il memorandum appena siglato in un accordo di programma vincolante: la prima convocazione è programmata già la prossima settimana. Insomma, si inizia a fare sul serio. «L’intesa segna un passo cruciale per il rilancio del polo di Piombino – commenta il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che assumerà un ruolo sempre più centrale nel piano siderurgico nazionale, insieme a Taranto, di Terni e alle acciaierie del nord Italia. Il nostro obiettivo è orientato verso una siderurgia competitiva, sostenibile e all'avanguardia: un vero e proprio motore di crescita e sviluppo».
«Impianto top in Europa»
Metinvest è una delle aziende leader nello scacchiere della siderurgia mondiale. L’interesse su Piombino si è acceso in estate, dopo che è tramontata l’ipotesi di realizzare l’impianto in Friuli. «L'accordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – commenta Yuriy Ryzhenkov, amministratore delegato di Metinvest B.V. – segna un passo significativo verso la realizzazione di uno degli impianti più green d'Europa». Il progetto, con una capacità di circa 2,7 milioni di tonnellate di acciaio, svolgerà «un ruolo cruciale nella transizione verde dell’Italia implementando pratiche industriali sostenibili e rispettose dell’ambiente. Inoltre, contribuirà a incrementare l’utilizzo dei nostri impianti di estrazione e lavorazione del minerale di ferro in Ucraina, guidandone la modernizzazione per produrre pellet di alta qualità». La presenza in società del Gruppo Danieli, leader mondiale nella realizzazione di impianti siderurgici, è un certificato di garanzia per il progetto Piombino. «Questo accordo – ha spiegato il presidente del gruppo friulano Giampietro Benedetti – è un primo importante risultato che porterà alla realizzazione di un impianto che sarà uno dei primi completamente digitali e avrà un impatto positivo importante per l’occupazione. A pieno regime, darà lavoro a 1500 nuovi assunti, che saranno formati e qualificati per gestire un impianto di questo livello tecnologico, che potrebbe fungere da modello positivo per altre iniziative simili a livello globale».
«Toscana, terra di investimenti»
Il presidente della Regione Eugenio Giani ritiene che il protocollo di intesa rappresenti «un primo e doveroso segnale nei confronti dell'investimento proposto da Metinvest e Danieli, ma anche un segno concreto di collaborazione tra istituzioni per garantire un futuro alla produzione dell'acciaio in Italia». Per Giani la Toscana «è una terra aperta agli investimenti esteri. Il progetto Metinvest-Danieli avrà il supporto di Regione Toscana, che nei giorni scorsi ha già favorito un primo rinnovo della cassa integrazione per il settore siderurgico locale in attesa dell'intervento nazionale per il 2024. Allo stesso modo ci auguriamo che anche l'altro progetto di investimento di Jsw Steel Italy possa procedere viste le interdipendenze e possibili complementarietà tra la produzione di acciai piani (da parte di Metinvest) e lunghi (da parte di Jsw)».
L’intesa è una «reale occasione di rilancio» per il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e per l’assessore alle attività produttive Sabrina Nigro. «Un risultato importante – concludono - in cui ha avuto grande peso il ruolo proattivo del Ministero, che ci ha consentito di incidere nella stesura del memorandum. Siamo soddisfatti perché già in questo atto si stabiliscono alcune importanti condizioni affinché la ripresa dell’attività siderurgica avvenga secondo criteri ambientali completamente differenti dal passato».
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