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Elba, addio ad Antonio Sale: l’ex comandante dei vigili del fuoco che aveva scelto l’isola
Arrivato all’Elba dalla Sardegna nel 1956, si era innamorato dei luoghi
PORTOFERRAIO. Le onoranze funebri dell’ex comandante del Dipartimento dei Vigili del fuoco dell’Elba, Antonio Sale (89 anni) si sono svolte ieri pomeriggio, nella cappella della Misericordia presso il cimitero comunale, dove è stato sepolto. Vi hanno preso parte conoscenti, amici e naturalmente familiari, ai quali si è aggiunta una delegazione di Vigili del fuoco con i labari abbrunati. La morte è sopraggiunta l’altra mattina, attorno alle 9, 30, all’ospedale civico di Portoferraio, dove si era ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Nonostante le cure riservategli dal personale ospedaliero (il figlio Alessandro è infermiere presso la struttura elbana) siano state praticate con competenza e professionalità, per lui non c’è stato più niente da fare ed è così sopraggiunta la morte. Era arrivato all’Elba dalla Sardegna nel 1956 come vigile del fuoco. E per lui è stato il più classico dei colpi di fulmine. Rimase folgorato dall’isola e dai suoi abitanti. Come tanti altri suoi corregionali, che lo avevano preceduto, prese la decisione di creare qui la sua residenza, formando una famiglia, sull’esempio di altri che si erano stabiliti all’Elba dalla Sardegna, creando così un gruppo solidale di convivenza fra isolani.
All’interno del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Portoferraio ricoprì tutte le tappe professionali, arrivando a diventarne comandante per un lungo periodo. È proprio in questo ruolo che Antonio Sale legò il suo nome a tutti gli episodi che hanno caratterizzato la cronaca più o meno contemporanea dell’isola. Lo abbiamo trovato in prima fila, quando l’Elba ha assistito a numerosi incendi boschivi che hanno seriamente attaccato il patrimonio arboreo; c’era lui il 6 agosto 1985, quando scoppiò un rogo sui colli di San Piero in Campo e cinque ragazzi ventenni di Milano e provincia di ritorno dal mare restarono avvolti nelle fiamme imprigionati dalle lamiere della macchina, trovando la morte sui tornanti per raggiungere Sant’Ilario.
Come pure l’ex comandante ha contrappuntato episodi più piacevoli nonché importante come quando all’Elba giungevano personaggi di primissimo piano della politica nazionale e non solo. Come non menzionare l’arrivo all’aeroporto della Pila di Madre Teresa di Calcutta nell’estate del 1991. Per l’occasione la provinciale da Marina di Campo a Portoferraio fu bloccata per permettere alle macchine del corteo di trasferire la “piccola donna in sari bianco” a San Giovanni, dove la attendevano le autorità civili e militari dell’Isola e oltre cinque mila persone. Ai familiari, ma soprattutto alla figlia Elena le condoglianze dell’istituto Pertini.
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