Il Tirreno

Imprese e riconoscimenti

Marco Razzolini e i “suoi” arachidi di Venturina: «Il mio segreto? In 25 anni non ho mai mollato»

di Annalisa Mastellone

	Marco Razzolini
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Marco Razzolini

La sua coltivazione è conosciuta anche oltre i confini nazionali: per lui il premio “Generazione Impresa” di Confcommercio

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VENTURINA. Al venturinese Marco Razzolini il premio "Generazione Impresa" della Confcommercio di Livorno riservato ad aziende e imprenditori con almeno 25 anni di attività. Aveva 23 anni quando ha aperto la sua partita iva, sono passati 37 anni da quel momento. Anni in cui è riuscito a non mollare mai, rendendo onore a un impegno costellato da alti e bassi, ma sempre guardando avanti con passione e fiducia nel suo progetto lavorativo.

E il premio della Confcommercio celebra appunto esempi come il suo. «Ero giovane quando mio padre è morto nel giro di poco tempo a causa di un tumore - spiega Razzolini -. Io, mia sorella e mia madre fummo costretti a ripensare le nostre vite in una notte. Studiavo giurisprudenza all’università, ho dovuto lasciare gli studi, poi ho fatto il militare. Quindi nel 1986 ho aperto una partita iva mia personale per proseguire l’attività che era di mio padre e prima ancora di mio nonno, ovvero l’attività di ambulante, oggi chiamata attività di commercio su aree pubbliche. Da questo sono partito per poi sviluppare altre idee, ma la mia partita iva è sempre la stessa, sempre uguale, non l’ho mai aperta, chiusa e riaperta sotto un altro nome. Ho sempre rischiato sulla mia pelle».

Tanti gli interessi che l’imprenditore venturinese ha poi trasformato in progetti, come l’azienda agricola con la coltivazione delle arachidi venturinesi, conosciute oltre i confini italiani, l’apertura di un agriturismo e quella di un ristorante vegetariano e vegano, che purtroppo, almeno per il momento, ha chiuso perché il cuoco è andato a lavorare all’estero. Tutte attività impegnative che Razzolini segue in prima persona e non senza sacrifici. Le energie che investe ogni giorno nel lavoro ne sono il motore.

E le testimonianze come la sua e delle altre imprese premiate della provincia, Confcommercio vuole che siano un faro per le nuove generazioni di imprenditori.

«Per fare impresa ci vogliono perseveranza e sacrifici - sottolinea -, così si può garantire continuità a un progetto. Ogni attività, di qualsiasi tipo, deve essere vista in una prospettiva di lungo termine, qualcosa che impegnerà per anni. Invece purtroppo c’è la tendenza ad aprire la partita iva e chiuderla dopo poco tempo. Magari perché non si riesce ad andare avanti o non si è trovata la giusta collocazione sul mercato, ma spesso c’è chi lo fa in maniera furba, non paga nessuno e dichiara fallimento per poi riaprire dopo due o tre anni col nome di un’altra persona. Io ho sempre cercato di lavorare bene, di servire i miei clienti, di essere onesto. Ho guadagnato, qualche volta ho perso, spesso ho anche barattato, ma l’ho sempre fatto con dignità, cercando di offrire sempre ottimi prodotti, senza cercare scorciatoie e pagando sempre ciò che dovevo.

E ancora adesso, che sono alla soglia dei sessant’anni e che potrei ritirarmi e godermi i frutti di quello che ho fatto finora, ho voglia di continuare a fare il lavoro che mi ha sempre dato soddisfazioni». Razzolini ci tiene a ringraziare chi lo ha accompagnato in questi 37 anni di attività. «Grazie - precisa - ai miei clienti, a chi ha acquistato i miei prodotti in tutti questi anni continuando a darmi fiducia, ai miei dipendenti e a tutte le persone che hanno lavorato con me a cui spero di aver insegnato un mestiere e a essere persone integre. Un grazie a Stefania Paggetti, socia collaboratrice, per avermi affiancato, supportato e sopportato in tutti questi anni».

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