Gioco
Metinvest: «A Piombino nessun impianto per le materie prime»
Sarebbe impattante per l’ambiente, l’azienda respinge l’ipotesi
PIOMBINO. Non ci sarebbero né gli spazi né la convenienza per realizzare un impianto di preridotto a Piombino. È forse il paletto più netto che l’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa, ha posto nel corso della presentazione del progetto dell’acciaieria da 2,7 milioni annue di tonnellate di acciaio che la multinazionale ucraina e il Gruppo Danieli intendono realizzare in località Ischia di Crociano.
Manca ancora l’accordo tra governo e Jsw Steel Italy per “liberare” le aree demaniali, le certezze sono ancora tutte da costruire e il progetto è in una fase preliminare: lo si è capito bene nel corso dell’incontro che i dirigenti di Metinvest e Danieli hanno avuto martedì sera al Centro Giovani di Piombino. Quello che tuttavia è già emerso con chiarezza sono le caratteristiche tecnologiche dell’impianto definito “green” dai tecnici del Gruppo Danieli, azienda leader mondiale nell’installazione di impianti siderurgici chiavi in mano. Non solo.
Tra le risposte più ferme che le aziende hanno dato c’è sicuramente quella sulla provenienza delle materie prime che i due forni elettrici lavoreranno nel processo che, come ultimo step, prevede la laminazione di coils di acciaio con spessori da 0,8 a 25 mm e con larghezze comprese tra i 900 e 2.134 mm.
«Grazie alla possibilità di sfruttare le banchine dell’area industriale le materie prime verranno acquisite sul mercato internazionale; in particolare, si prevede che le bricchette di ferro (DRI/HBI) proverranno dai siti minerari di minerale di ferro di Metinvest a Kryvyi Rih, in Ucraina».
Una presa di posizione che tuttavia non aveva sgombrato del tutto i dubbi tra i piombinesi, preoccupati per la realizzazione di un impianto considerato impattante dal punto di vista ambientale. Non a caso tra le domande poste al Centro Giovani il tema dell’impianto di preridotto è più volte venuto fuori. La presenza del rigassificatore in porto (questo tipi di impianti necessitano di una grande disponibilità di gas) ha creato più di un sospetto. Nel corso della presentazione del progetto, tuttavia, Metinvest e Danieli hanno smontato l’ipotesi senza troppi giro di parole.
«Potendo disporre di un porto ed essendo i soli con un accesso diretto all’infrastruttura possiamo importare, abbiamo tutto un mondo dove andare a comprarlo ed essendo l’unica azienda che ha un parco minerali da quasi 30 milioni di tonnellate, siamo anche gli unici che possono permettersi di fare questi impianti di preriduzione – ha spiegato Villa – Non qui, sia chiaro, ma magari nell’area mediterranea dove il gas ha dei prezzi molto più vantaggiosi o in Ucraina stessa. Abbiamo un portafoglio di opportunità importante».
Quanto alla prospettiva di realizzare un impianto di preriduzione nell’area industriale piombinese, scenario che fino a qualche anno fa sembrava una possibilità, la risposta da parte dell’Ad di Metinvest Adria è stata chiara.
«Un impianto di questo tipo richiede degli spazi in termini di aree portuali e in termini di impianti stessi particolarmente importanti. E poi ripeto, qui il gas, nonostante la presenza del rigassificatore mi costa 8 euro contro lo 0,2 che costa in Algeria, in Egitto o in Libia. Io per portare il minerale dall’Ucraina fino a Piombino ci passo davanti a queste tre nazioni».
«Per fare un impianto di preridotto qui – ha concluso l’amministratore delegato della multinazionale – vorrebbe dire che il mondo è completamente cambiato».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
