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Lieto fine

Peschereccio s’incaglia di notte sugli scogli a Piombino: l’allarme, il salvataggio e il rischio inquinamento

Il recupero del motopesca Monsser (foto Paolo Barlettani)
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Il recupero del motopesca Monsser (foto Paolo Barlettani)

La Capitaneria di porto si è attivata per mettere in salvo le persone a bordo del motopesca

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PIOMBINO. S’incaglia nel cuore della notte. Il peschereccio Monsser, di stanza a Piombino, finisce sugli scogli in corrispondenza degli ex Macelli. È da poco passata l’una di notte di mercoledì 6 dicembre quando scatta l’allarme. L’imbarcazione, lunga una quindicina di metri, per cause ancora da accertare perde la rotta. L’ipotesi è quella di un’avaria al motore, ma serviranno giorni per mettere a fuoco l’incidente anche attraverso le testimonianze dell’equipaggio a bordo. Le priorità della Capitaneria di porto a fronte dell’emrgenza sono state nell’ordine salvare le vite umane, due le persone dell’equipaggio, e scongiurare il rischio di un possibile inquinamento marino.

Ricevuta la chiamata di soccorso via radio, la sala operativa della Capitaneria di porto ha subito richiesto l’intervento della motovedetta di stanza a Portoferraio, la Cp 892, che ha tratto in salvo il comandante del motopesca e il marittimo imbarcato, entrambi scossi ma in buone condizioni di salute. Sul luogo dell’incidente sono stati inviati anche i mezzi della locale Corporazione Piloti e del Gruppo Ormeggiatori, per prestare assistenza. Inoltre, un mezzo attrezzato della Permare pronto a intervenire con panne mobili e altre attrezzature per contenere un eventuale inquinamento in mare.

Il comandante del peschereccio diffidato dall’autorità marittima ha richiesto nell’immediato l’intervento della Stmp per verificare i danni e organizzare le operazioni di recupero dell’unità. Operazione delicata e che ha richiesto molte ore. Solo intorno alle 15 il motopesca è stato trainato in direzione del porto di Piombino.

Dopo la lunga e complicata operazione, iniziata nel corso della notte con l’ausilio di personale subacqueo e di mezzi specializzati, il peschereccio, seppur danneggiato, è stato condotto in porto in sicurezza, trainato dai mezzi della ditta portuale e con l’assistenza della motovedetta Cp 603 della Guardia costiera di Piombino.

Qui il motopesca è stato messo in secco, anche per scongiurare l’eventuale rischio di affondamento.

«Le complesse operazioni messe in atto, dal soccorso dei marittimi e sino al recupero dell’unità, sono state rese possibili grazie alla sinergica collaborazione tra la Guardia costiera, i servizi tecnico nautici e i principali operatori portuali – sottolineano dall’ufficio circondariale marittimo di Piombino della Capitaneria di porto –, che da subito si sono messi a disposizione per cercare di affrontare la criticità nel minore tempo possibile e con la consueta fattiva cooperazione che storicamente caratterizza l’ambiente marittimo e il porto di Piombino».

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