Il Tirreno

Il caso

Piombino, morosità e distacchi nei condomìni: «Non siamo esattori delle tasse»

di Sara Chiarei
Piombino, morosità e distacchi nei condomìni: «Non siamo esattori delle tasse»

Lo sfogo degli amministratori: «Situazione delicata, c’è chi non paga da mesi»

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PIOMBINO. «Così non si può lavorare, stiamo diventando esattori delle tasse».
È questo il grido di allarme lanciato dagli amministratori di condominio che denunciano il fatto di essere considerati come l’ultimo anello della catena rispetto alle altre spese. Oltretutto resta ancora di grande attualità l’annoso problema delle bollette insolute destinate ad Asa spa che periodicamente torna a staccare la fornitura (anche ai virtuosi laddove esiste un unico contatore condominiale).

Il problema, di cui si è discusso anche nell’ultimo consiglio comunale, non è affatto trascurabile. Basti considerare che da una recente ricerca è emerso che le morosità dei condomini di Piombino sono pari a quelle dei condomini di Livorno. E se il totale del debito aggiornato da Asa spa ammonta a oltre 6 milioni di euro tra condomini e utenze individuali, cresce sia l’amarezza dei condomini in regola con i versamenti (ma spesso costretti a subire l’interruzione del servizio a causa di poche famiglie); sia quella degli amministratori, che denunciano la crescente difficoltà a far pagare le utenze in una città in cui il disagio è ormai palpabile. «È una situazione estremamente antipatica – dice Giacomo Gherardini, amministratore condomini- perché chi paga non vuole giustamente sentirsi penalizzato da chi adotta un comportamento moroso, tra questi anche tantissimi proprietari di villette. C’è gente che non paga le quote da 7-8 mesi, qualcuno addirittura da anni».

E purtroppo non sempre la strada più semplice si rivela percorribile. Se infatti la soluzione potrebbe essere l’installazione di contatori individuali, in alcuni casi ciò non è attuabile in virtù di motivi tecnici che limiterebbero l’erogazione idrica all’intero condominio, specie ai piani alti. Questo perché a seguito di una mappatura è emerso che a Piombino vi è una criticità legata alla pressione dell’acqua, particolarmente acuita in certe zone. «Un condomino virtuoso che decide di pagare affinché vengano posizionati contatori individuali – sottolinea – potrebbe non essere in condizioni di farlo qualora dalle verifiche preliminari emergesse che non c’è sufficiente pressione a distribuire l’acqua a tutti gli appartamenti. Questa possibilità va vista zona per zona». Se non altro negli ultimi mesi il Comune ha concordato con Asa che l’eventuale interruzione della fornitura venga comunicata almeno una settimana prima agli amministratori. «Il preavviso per noi è importante – spiega Monica Bartolini, amministratrice – perché ci concede un po' di tempo per far capire ai condomini la gravità della situazione. Secondo me – prosegue – è giusto percorrere la via della collaborazione, Asa non deve vederci come nemici ma studiare con noi strategie come quella, sicuramente efficace, del preavviso».

Bartolini sottolinea che mediamente le spese condominiali sono le ultime ad essere pagate. «Con l’approssimarsi del Natale – chiosa – la situazione tenderà a peggiorare perché aumentano le uscite e anche chi può pagare spesso ci lascia come fanalino di coda». «Anch’io ho avuto dei distacchi nei condomini che gestisco – racconta Eleonora Minelli, amministratrice – e laddove sono stata avvisata prima ho potuto intervenire, ma non sempre è andata così. Credo che il problema abbia un respiro più grande perché tutti i fornitori ci stanno, giustamente, col fiato sul collo ma la verità è che noi facciamo molta fatica a reperire le somme. La situazione di crisi si percepisce e purtroppo si riverbera su tutto, a volte – dice – si preferisce non pagare il condominio dando la priorità ad altre spese».

C’è poi chi evidenzia che in certi casi l’amministratore dovrebbe fare un decreto ingiuntivo ma questo comporterebbe costi aggiuntivi come quello dell’avvocato. «Da parte nostra – conclude Minelli – c’è tutta la buona volontà a recuperare il debito senza aggravare ulteriormente la situazione economica. Il decreto ingiuntivo è l’ultima spiaggia». 
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